Tanti specializzandi all’Assemblea SIMFER di Bari

Il 24 ottobre, nel corso del congresso nazionale SIMFER a Bari, si sono svolte le votazioni per le modifiche di Statuto.

L’assemblea ha visto la partecipazione di numerosi colleghi, specialisti e specializzandi, e tra questi è stato particolarmente rappresentato il gruppo laziale e campano.

 

Le procedure di voto dovevano prevedere la compilazione di una scheda nominale che è stata distribuita ai partecipanti al loro ingresso. Imprevista, quanto inspiegabile, è stata la decisione, presa dal presidente, di procedere con la votazione ad alzata di mano.

Tra tutte le modifiche approvate,  è importante ricordarne due che rappresentano una prova di maturità e di responsabilità dell’elettorato attivo, dei soci e che rappresentano  un allargamento della rappresentanza societaria.

 

L’assemblea, a maggioranza, ha bloccato infatti la modifica di statuto che prevedeva l’abrogazione del diritto di voto attraverso la delega, come invece richiesto dal presidente, dal segretario  e da alcuni membri dell’UdP.

In questo modo viene mantenuto il diritto di partecipazione attiva alle votazioni per l’elezione  degli organismi societari da parte del socio che non può recarsi di persona alla sede del Congresso Nazionale.

Altre modalità di partecipazione, come il voto postale o, più moderne,  come quello elettronico, non sono state approvate, perché non giudicate sicure, nonostante vengano comunemente utilizzate in tornate elettorali di importanti società scientifiche e di stati nazionali.

 

La seconda modifica significativa è quella che prevede la possibilità di votare, tra i membri dell’UdP, che da oggi non si chiameranno più vicepresidenti ma consiglieri, un consigliere con meno di 35 anni. Uno specialista che potrà portare le  istanze  di un popolazione composta da giovani specialisti, alle prime esperienze lavorative, in una sanità che è interessata da importanti cambiamenti. Quest’ultima modifica è stata proposta dal socio Papotto. Va comunque sottolineato che le modifiche di qualunque statuuto o regolamenti della societá scientifica assumono valore reale se diventano funzionali alla crescita della Disciplina e della nostra Professione. Questo è anche il vero punto cardine che si troveranno davanti vecchi e nuovi specialisti, soprattutto tanti giovani giustamente orgogliosi, come noi, di essere Fisiatri e che hanno partecipato, con tanto amore, a questo momento assembleare.

 

 

 

4 commenti:

  1. Carlo Bertolini

    Giusto votare per alzata di mano perché la votazione con scheda richiede la costituzione del seggio che timbri e sigli le schede ed identifichi i votanti.

  2. David Antonio Fletzer

    Il titolo VI cita “Le votazioni avvengono di norma per alzata di mano; solo per questioni riguardanti le persone è richiesto lo scrutinio segreto.” Non trovo però nello statuto la necessità di costituzione di seggi con timbri vari (a parte per il rinnovo delle cariche) ma certamente posso concordare su tale ipotesi, specie per il successivo spoglio delle schede, anche se penso che ci si possa assolutamente fidare del Presidente e del Segretario.
    Quindi può essere giusto votare per alzata di mano ma allora non mi è facile comprendere perché siano state preparate centinaie di schede, per giunta con cognome/nome e che qualcuno più capace di me stava già compilando, nonostante una certa complessità nella loro lettura.
    Inoltre per ritirarle vi è stata una grossa fila con relativa confusione, specie per i soci con cognomi dalla A alla M prima e poi invece fino alla F, e questo ha tolto tempo alle possibili delucidazioni sulle varie proposte che avevo chiesto e che invece sono state negate.

  3. Dunque il vero problema è stato solo questo: AVER CAMBIATO LE REGOLE DELLE VOTAZIONI IN CORSO D’OPERA. Precisando che segretario e c. si sono ,con tanto amore ed abnegazione. spesi per preparare schede e regole, tanto da saltare anche qualche cena e poi, dopo aver distribuito pass e schede nominative e dopo che si era iniziato a votare, (nell’epoca della multimedialitá è sempre tanto facile documentare tutto) si è cambiato tutto. Contrordine compagni: si vota per alzata dimano! Comunque sia resta un bel momento di autodeterminazione, che ha sventato la restrizione (col tentativo fallito di sopprimere le deleghe)del diritto di voto, che sicuramente invece sarebbe potutto facilmente essere esteso consentendo il voto a distanza. Va bene lo stesso. Mi hanno chiesto: ma credete che siano davvero questi i problemi dei Fisiatri italiani? Credo di no. Credo invece, ad esempio, che sia stato molto grave il silenzio su di un articolo dell’AIFI comparso proprio nel giornale che aveva in copertina l’intervista sul congresso SIMFER. Un articolo che richiedeva, con toni duri quanto vacui, l’accesso del Fisioterapista diretto alle convenzioni con il SSN, in pratica al posto del Fisiatra. Su questo ci saremmo aspettati un immediata e forte presa di posizione personale del presidente della societá. Siamo preoccupati anche perché siamo consapevoli del l’ ottimo rapporto che ci lega con tanti professionisti della riabilitazione, con cui ogni giorno abbiamo lavorato e lavoriamo, con stima reciproca, ma con la consapevolezza di ruoli diversi e tutti indispensabili, in virtú di un percorso e di una formazione differenti per durata , contenuti e traguardi.

    Domenico Uliano

  4. Alessandro Giustini

    Non potevo esser a bari e mi sono procurato questo articolo Aifi diffuso ai soci e partecipanti al nostro congresso accanto alle interviste del presidente Simfer e del Congresso.
    Impressionante la gravità dei contenuti rispetto prima di tutto ai diritti delle persone con disabilita’ temporanea o persistente ( pensiamo alla evidenza,verificabilita’,sostenibilita’ scientifica ma anche organizzativa ed economica delle cure da garantire….).
    Consiglio a tutti di leggerlo per comprendere il livello del confronto che abbiamo davati anche pensando che queste tesi mirano a “leccare” tutti i politici ed amministratori che vogliono solo tagliare .
    Mi chiedo però come sia possibile consentire la diffusione in casa nostra di offese così intollerabili alla serietà del nostro lavoro,delle nostre conoscenze e competenze,alla verità di quello che esiste per fortuna in quasi tutto il mondo.
    Alessandro Giustini.

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