In risposta a Renato Avesani (sul congresso ed altro)

di Alessandro Boccignone
Leggo le autodefinite sottili riflessioni di Renato Avesani del 17-11-2016 e devo dire, molto semplicemente, che in occasione dell’Assemblea del Gruppo Regionale Veneto al Congresso di Bari abbiamo discusso della legge regionale che riduce il numero delle aziende socio sanitarie (L.R. 19/2016) e delle relative conseguenze anche in ambito riabilitativo, delle L.G. di codifica delle SDO, per le quali non siamo stati interpellati, del Catalogo Veneto del Prescrivibile nella cui stesura non siamo stati coinvolti. Come si vede, sono argomenti di carattere generale in cui è coinvolta anche la riabilitazione, ma non di esclusivo interesse riabilitativo, rispetto ai quali, in modo molto lineare, sono emerse le posizioni di chi, come ad esempio il sottoscritto, vorrebbe chiedere alla regione un incontro o ancor meglio l’istituzione di un tavolo tecnico nel quale poter esporre e possibilmente far valere le nostre ragioni. Pertanto il quadro confuso cui fa riferimento Renato non c’è, però è innegabile che il nostro rapporto con la riabilitazione cardiologica, ad esempio, sia da sempre ambiguo tanto da averla spesso “lasciata” ai cardiologi, che rappresentano una specialità di peso con seri problemi occupazionali, com’è altrettanto innegabile che la riforma del titolo V della costituzione, in caso di vittoria del sì, avrebbe ridotto le competenze delle regioni in materia sanitaria. Renato Avesani poi, cambiando argomento, fa riferimento, anche se non la cita (è noto che restare nel vago facilita l’insinuarsi del sospetto), alla Legge Regionale n. 16 del 26 maggio 2016 – Modifica della legge regionale 22 febbraio 1999, n. 6 <<Contributo ai cittadini veneti portatori di handicap psicofisici che applicano il “Metodo Doman o Vojta o Fay o ABA” e successive modificazioni e norma transitoria>>, promossa dall’assessorato ai servizi sociali, nella quale viene sancita la rimborsabilità anche per il Metodo Perfetti. A questo punto Renato Avesani si chiede dove sia l’EBM e dove sia la SIMFER. Il quesito è legittimo, ma c’è il piccolo particolare che Renato Avesani è stato segretario SIMFER Veneto nel triennio 2011-2014, mi ha preceduto in questo ruolo e dovrebbe sapere bene che non sempre il rapporto con la regione è facile, o meglio che lo è con alcuni funzionari e non con altri, specie se appartengono ad un assessorato con cui non abbiamo rapporti diretti. Quindi il tavolo tecnico, sul quale Renato Avesani eccepisce, potrebbe essere invece il luogo istituzionale dove chiedere perché non siamo stati interpellati su questioni che ci riguardano da vicino e sulle quali abbiamo una competenza specifica che dovrebbe essere ascoltata.
Per concludere con la sua ultima citazione sul referendum, se i partecipanti a quel gruppo regionale sono il sì, che cosa ha proposto invece il “cattivo” del no?
Mi sono sentito chiamato in causa come Segretario Regionale Veneto SIMFER e ritengo che una mia replica fosse doverosa, non fosse altro che per rispettare la realtà dei fatti.
Un caro saluto.
Alessandro Boccignone

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