IL PIÙ ALTO RICONOSCIMENTO SPORTIVO AL PROFESSOR MAGLIO

 

di David Antonio Fletzer

 

Il 24 gennaio 2018 in occasione del Consiglio Nazionale elettivo del Comitato Italiano Paralimpico presieduto dal presidente dr. Luca Pancalli ed in presenza del Presidente del CONI dr. Malagò è stato consegnato alla Signora Maria Stella Maglio il Collare d’Oro paralimpico alla memoria del prof. Maglio che nel 1956 insieme al prof. Guttmann ebbe il merito di intuire l’importanza dello sport nell’iter riabilitativo delle persone con disabilità. Entrambi responsabili di strutture per il trattamento di persone con lesione midollare (Stoke Mandeville ed il Centro Paraplegici di Ostia) collaborarono insieme negli Stoke Mandeville Games fino ad organizzare nel 1960 le prime Paralimpiadi in coda alle Olimpiadi di Roma.

Stando al CPO per oltre 17 anni ho potuto conoscere prima e poi apprezzare le grandi capacità di intuito scientifico del prof Maglio al punto che presentai al XXXI Congresso nazionale Simfer di Verona del 2003 la relazione “Antonio Maglio: tra storia ed attualità nella cura del paziente mieloleso“. Ho potuto negli anni conoscere pure la dottoressa Maglio, vedova del professore, ed apprezzarne le grandi capacità umane ma specie il pregio, poco attuale nel nostro Paese ma direi ai nostri giorni di fast-life, di voler riportare alla memoria di tutti le grandi capacità di un Uomo importante nel mondo della sanità e della riabilitazione. Recentemente l’ho voluta ricordare anche su questo sito con il post sull’importanza della memoria.

Nella mia esperienza professionale ho visto purtroppo tanta smemoratezza per non dire invidia o preconcetta analisi storica al punto che spesso ho assistito a importanti relazioni scientifiche o inaugurazioni congressuali dove si esponeva l’importanza della sport-terapia ricordando lungamente i meriti del neurologo tedesco naturalizzato britannico e che certamente è stato il padre del trattamento delle persone con lesione midollare, Sir Ludwig Guttmann, ma mai citando il prezioso lavoro di Maglio, definito dallo stesso Guttmann un “GIGANTE”.

Guttmann e Maglio hanno collaborato insieme ed il professore inglese ha manifestato sempre grande stima verso il collega italiano, i suoi collaboratori di Ostia ed il lavoro intrapreso ai fini anni ‘50 al CPO per merito dell’INAIL. Dispiace sapere che questi riconoscimenti non gli sono arrivati dal mondo accademico o comunque specificatamente dal mondo clinico ma “nemo propheta in patria”.

Devo certamente mostrare grande stima per il Presidente Mattarella che proprio recentemente nell’incontrare i nostri atleti olimpici e paralimpici al Quirinale ha ricordato sorprendentemente (mostrando però grande cultura e capacità di voler conoscere la realtà) il lavoro del prof. Maglio. Naturalmente anche una grande stima per il Presidente del CIP, Luca Pancalli, fra l’altro rieletto ieri alla carica appunto di Presidente del Comitato Italiano Paralimpico con 51 voti su 56, che ha voluto dare un sigillo così importante a chi introdusse in Italia lo sport nell’iter riabilitativo della disabilità.

Certo è importante il lavoro svolto dalla Signora Maglio, che , ritirando il collare, ha ricordato gli atleti in generale ma specialmente quelli che con le tute dell’INAIL, vinsero la Caravella d’oro e la Lupa di Roma alle Paralimpiadi del 1960.

L’INAIL è ed è stata una eccellenza italiana e naturalmente mi auguro che torni sempre di più nel settore clinico riabilitativo in quanto le valutazioni medico legali sono certamente importanti per riconoscere un danno ma l’obiettivo vero deve essere il recupero delle funzioni/attività della persona infortunata con l’aiuto di tutta la possibile tecnologia moderna e l’INAIL ha grandi potenzialità nella ricerca ma anche nell’innovazione gestionale.

La SIMFER il 6 dicembre compirà 60 anni e penso sia importantissimo apprezzare cosa è stato fatto, riconoscendo i nostri Maestri e questo prestigioso premio da parte del mondo sportivo a Maglio ne è una importante testimonianza perché ormai atleti come la Vio, la Caironi, Morlacchi, Sarri o Zanardi e tanti altri hanno quella visibilità mediatica, fondamentale per far capire l’importanza o direi meglio il diritto all’attività fisica da parte delle persone con disabilità.

Dedicarsi allo sport richiede spesso l’uso di ausili particolari che il SSN non concede e forse sarebbe opportuno trovare realmente delle opportunità per dare la possibilità a tutte le persone disabili di poter praticare una disciplina sportiva, almeno in modo dilettantistico.

 

Foto Concesse dalla Signora Maria Stella Maglio

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