MA  LA QUINTESSENZA?

 

Di ritorno dalle vacanza estive, in un insolito transito in stazione, mi sento chiamare alle spalle e, con immenso piacere, vedo che si tratta di un caro amico e collega, sostenitore di tante battaglie del passato. Dopo i saluti di rito ed i complimenti per il sito( ma é un amico e si sá gli amici sono generosi), mi comunica che non rinnoverá l’iscrizione alla Societá scientifica ed, ovviamente, al Sindacato.

Gli chiedo perché e lui inizia un’arringa degna di un principe del foro.

“Domenico ma ti rendi cconto che da quando siamo diventati 2.0 non si parla piú dei problemi concreti? Accadono cose incredibilmente gravi, come il Decreto della Ministra Lorenzin e si risolve tutto con quattro riche su di una lettera intestata? Ormai si parla solo di qualche cattedra, del sergente di ferro che diventerá una donna importante , di presidenze e poi?”

Io gli facevo invece notare che ci sono attivitá che vanno finanziate e di pensare alle riviste, alla crescita che hanno avuto, alla necesssitá di essere tutelati sindacalmente,all’ufficio legale,  ai corsi di formazione, ai congressi e poi al futuro della categoria.

“….dai amico mio abbiamo fatto tante cose insieme ed adesso ci vuoi lasciate?”

Il mio amico ci pensó un pó e poi riprese…”Domenico ma ti rendi conto che l’ultima battaglia vinta al Consiglio di Stato é iniziata in un’altra epoca? Devo ricordartelo io? Dimmi quali obiettivi odierni incideranno realmente su di noi? Sulla nostra attivitá….MA la Quintessenza di essere Fisiatri a chi interessa?…..”

 

 

Beh a quel punto ho iniziato a preoccuparmi.Tirato fuori dallo Smartphone  il mio  voocabolario 2.0, ho avuto conferma del significato, che riporto solo per i pochissimi di voi ancora poco eruditi, ed allora il mio imbarazzo é cresciuto.

QUINTESSENZA: sostantivo femminile. Nel significato  più comune, la peculiarità essenziale di una realtà ( scoprirevedere la q. di una cosa ) o il grado massimo di una qualità ( è la q. della furberia ; la q. dei galantuomini ).

 

L’unica strada allora per convincerlo a restare, non poteva che essere quella dell’amicizia. Per fortuna, per qualcuno ancora conta, ed invitarlo a cena prima di dicembre, magari in quel posto a Roma dove, tra una carbonara ed una amatriciana, parlavamo di cosa fare nel futuro prossimo venturo.

E credo di avercela fatta. Pericolo sventato. Lui tornó a sorridere, magari pensando al piatto fumante che gli avrei offerto ed io tornai al mio tragitto, sulla strada di casa.

E , un po rabbuito, mi tornó in mente quella frase…….Ma la Quintessenza? Mah…. vedremo!

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