L’INTERVISTA: Marzio Simonelli, Fisiatra e Generale

Iniziamo facendo i complimenti e gli auguri  al collega Simonelli. A proposito dobbiamo chiamarla collega o Generale?

Collega sono e rimarrò sempre un Collega ;

La notizia della sua promozione ha riscosso molto interesse sul nostro Giornale, oltre a notevoli riconoscimenti di stima personale. Segno anche di vicinanza della gente all’Esercito?

Si ! con la fine dell’esercito di Leva, mi sono dovuto organizzare per creare le figure dei FISIOTERAPISTI e dei LAUREATI in SCIENZE MOTORIE collegandomi con le Università Romane per far si che alcuni dei MILITARI MERITEVOLI fossero indirizzati verso le PROFESSIONI SANITARIE del FISIOTERAPISTA del LOGOPEDISTA del PODOLOGO e del LAUREATO in SCIENZE MOTORIE, professioni che afferiscono al Policlinico Militare di Roma “ celio “ presso la UOS Unita’ Operativa Semplice di Fisiatria da me diretta ;

Quali sono stati I passaggi fondamentali della sua carriera nell’Esercito?

Laureato nel 1986, sono risultato vincitore di concorso con il grado di Tenente medico in Servizio Permanente Effettivo dal 27.07.1988 assumendo l’incarico di assistente ortopedico presso l’ortopedia e La traumatologia del Policlinico Militare ; dopo pochi mesi è arrivata la promozione a Capitano Medico sempre presso la stessa struttura ;

dopo la specializzazione in Ortopedia e Traumatologia nel 1991, c’e’ stata la svolta che mi ha permesso di entrare nella Scuola di Specializzazione di Medicina Fisica e Riabilitazione ( Fisiatria) diretta dal Prof. Ignazio CARUSo, consentendomi di assumere la carica di Capo reparto FISIATRIA a partire dal 1993 sempre presso il Policlinico Militare di Roma ;

a seguire sono arrivate le promozioni fino ad oggi , che mi hanno permesso di arrivare al Grado di Generale Medico e di creare un Dipartimento di Riabilitazione con annessa Unita’ Operativa Semplice .

Nel corso della sua carriera professionale ha avuto modo di vivere scenari di guerra e comunque di grave sofferenza delle popolazioni locali. Ritiene che ci possa essere un impegno sempre maggiore  anche dei medici italiani?

Si la mia ultima missione e’ stata in LIBIA nel 2016 ;

Li ho creato dal nulla una dei piu’ grandi ospedali da Campo dell’Esercito Italiano, 50 posti letto , due sale operatorie, una rianimazione con laboratorio analisi e radiologia implementata con TAC Campale ;

non smentendo la mia specializzazione ho creato un settore di Riabilitazione ;

ormai si avvicendano ogni due tre mesi i miei Marescialli Fisioterapisti a dare supporto ai chirurghi ortopedici che curano la popolazione locale .

Quali sono I principali problemi di ordine sanitario che si presentano in queste circostanze?

Relazionarsi con gli usi ed i costumi e la religione ( Musulmana) della popolazione locale, cercando di rispettare le loro abitudini ,

ma facendo da Direttore di un ospedale da campo, mi sono dovuto relazionare con i colleghi dell’Ospedale Civile di Misurata per il controllo delle acque, il controllo delle infezioni ospedaliere etc. tutte problematiche che si sono avvicendate man mano che si costruiva l’Ospedale da campo ;

La sua attivitá da Fisiatra presso l’Ospedale militare come é strutturata?

Ci sono io come Capo UOS di Fisiatria c’e’ un vice capo UOS e due assistenti fisiatri implementati perche’ presente in organico, da un medico specialista in Medicina dello Sport;

  • ci sono inoltre Marescialli Fisioterapisti e VOLONTARI VFP1 E VFP4 e VSP anch’essi laureati in FISIOTERAPIA, ed in scienze motorie ; 
  • si inizia la mattina alle ore 06.00 e si finisce l’attivita’ alle ore 13.12;
  • con l’avvento di nuovi concorsi per MARESCIALLI FISIOTERAPIASTI e con le nuove assunzioni, abbiamo inviato nelle infermerie e negli ospedali d’Italia i vari FISIOTERAPISTI assunti presso gli ambulatori di fisioterapia in particolare a TORINO presso la Scuola di Applicazione, a MODENA presso l’Accademia dell’Esercito Italiano, a ROMA presso la sala medica di Palazzo Esercito e sempre a ROMA presso il CENTRO SPORTIVO OLIMPICO ;

Ed I Fisiatri che ruolo possono avere in questi territori?

Esiste la possibilita’ di inviare presso l’Ospedale da campo di MISURATA in LIBIA, Ufficiali medici FISIATRI della cosi’ detta FORZA DI COMPLETAMENTO-RISERVA SELEZIONATA 

Andando sul sito www.esercito.difesa.it, ci si puo’ informare per fare la domanda ; il FISIATRA CIVILE verrà selezionato e se idoneo partirà mettendo la divisa militare per un periodo di tre-sei mesi venendo proiettato fuori area ed in particolare presso l’Ospedale da Campo da me realizzato nel 2016 in LIBIA in MISURATA . 

Quale il suo auspicio per il futuro?

Creare la figura di GENERALE MEDICO FISIATRA “ COORDINATORE DELLE ATTIVITA’ RIABILITATIVE DELLA FORZA ARMATA “ ;

in sintesi vorrei offrire alla forza armata la capacità di standardizzare le procedure riabilitative sul territorio nazionale al fine di ampliare l’offerta assistenziale al personale civile e militare  e ai veterani della Difesa

Il Piano di Indirizzo per la Riabilitazione (Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano, 10/02/2011) analizza la situazione della riabilitazione in Italia a tredici anni dalla pubblicazione delle Linee Guida sulla Riabilitazione (1998) rilevando tra le criticità più importanti la mancanza di una “standardizzazione tassonomica” vale a dire di una denominazione uniforme per strutture riabilitative eroganti la stessa tipologia d’intervento riabilitativo. Nonostante le Regioni italiane abbiano ufficialmente recepito il piano di indirizzo, la realtà sul territorio nazionale continua a risentire delle differenze regionali vedendo di frequente denominazioni differenti per strutture eroganti uguali prestazioni e stessa denominazione per strutture eroganti prestazioni differenti. Tali difformità riducono inevitabilmente la qualità percepita dall’utenza. In ambito militare la riabilitazione fino al 2018 si è concentrata principalmente in ambito ospedaliero presso il Policlinico militare di Roma. 

Dal 2018, in seguito alla percezione della necessità di implementare l’offerta riabilitativa sul territorio anche in ambito militare ed al contestuale arruolamento dei primi sottufficiali fisioterapisti, sono stati creati di fatto dei “presidi di riabilitazione e recupero funzionale” distribuiti principalmente in “Enti di formazione” e in quelli  in cui la riabilitazione potesse ridurre i rischi legati all’attività di servizio.  

Tale rete assistenziale riabilitativa militare, attualmente risente delle difformità legate alla distribuzione territoriale senza l’applicazione di un modello di riferimento come prevederebbe il Piano di Indirizzo in riabilitazione. Inoltre “i presidi di recupero e riabilitazione funzionale” prevederebbero obbligatoriamente la direzione tecnica di medici specialisti in Medicina fisica e riabilitazione ( vd a titolo esemplificativo requisiti minimi autorizzativi per l’esercizio delle attivita’ sanitarie e socio-sanitarie regione Lazio e il piano di Indirizzo in riabilitazione”). 

Tale rete rischia di essere affetta dalle stesse problematiche che affliggono il servizio sanitario regionale con un impatto negativo sull’utenza.

In tale quadro si inserisce la presente proposta, che ha l’obiettivo di offrire all’utenza di Forza Armata i massimi standard qualitativi riabilitativi, indipendentemente dalla distribuzione territoriale offrendo un modello organizzativo tipo “HUB-SPOKE” al fine di facilitare il recupero delle abilità prestazionali dopo infortuni del personale in servizio direttamente “Boots on the ground”. 

Nell’ambito della suddetta impostazione si ritiene che la UOS FISIATRIA, del Policlinico militare di Roma possa costituire l’HUB di riferimento per fornire un valido contributo al raggiungimento degli obiettivi istituzionali operando principalmente nei seguenti ambiti di intervento: 

  1. Standardizzazione e verifica dei requisiti minimi dei “presidi di riabilitazione e recupero funzionale” di  Forza armata, distribuiti sul territorio
  2. Coordinamento delle attività riabilitative ospedale-territorio
  3. Supporto specialistico alle attività che utilizzano gli effetti preventivi e terapeutici dell’attività fisica (attività fisica adattata).
  4. Realizzazione di programmi di promozione dell’attività motoria nella popolazione militare ( prevenzione obesità, infortuni, prevenzione cardiovascolare e dismetabolismi.
  5. Prevenzione all’ abuso di sostanze ergogeniche e doping. 
  6. Assistenza riabilitativa per i veterani della Difesa al fine di ottenere un ‘effetto inclusivo sul territorio del personale affetto da gravi menomazioni e disabilità

In considerazione di quanto esposto , si dovrà prevedere l’istituzione di una posizione organica di “Coordinatore delle attività riabilitative“ nella mia figura , in qualità di Specialista Fisiatra e con il Grado di Brigadier Generale  medico .

Tale figura si pone come garante di corretta applicazione di tali strumenti attuativi. 

La realizzazione di tale figura, possedendo un bagaglio riabilitativo e medico legale pluriennale, contribuirebbe, senza nessun costo per l’Amministrazione Difesa, alla realizzazione della rete riabilitativa territoriale garantendo i massimi standard previsti. 

Inoltre la Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitazione, ovvierebbe alla mancanza dei Direttori tecnici di branca fisiatrica dei Presidi di recupero e riabilitazione funzionale” militari, come previsto dalla normativa vigente.

Abbiamo incontrato un Collega competente e concreto e per noi è stata l’occasione di approfondire una realtá che ci era sconosciuta, oltre a fare la conoscenza di una persona cordiale e signorile . Una concretezza di cui avreebbe tanto  bisogno anche la vita associativa dei Fisiatri italiani, ormai sempre piú incerti e timorosi nel rappresentare con forza le ragioni, tantissime, della propria disciplina. Disciplinacardine ed  indispensabile per la corretta ed efficace gestione dei percorsi nell’intricato mondo della disabilitá.

Domenico Uliano

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