L’INTERVISTA : Mauro Piria sulla Sentenza del Consiglio di Stato/Sardegna

Abbiamo con noi Mauro Piria, segretario regionale SIMFER Sardegna, con cui abbiamo il piacere di condividere alcune riflessioni sulla ormai annosa questione della Sentenz del Consiglio di Stato che, nata da una nostra azione di oltre dieci anni addietro al Tar Sardegna, ancora non viene applicata in Sardegna e, soprattutto, non ha trovato interpreti a livello nazionaleche possano utilizzarla sui tavoli opportuni.

Qual è il tuo giudizio sui contenuti della sentenza del dicembre 2017?

Sicuramente un ottimo risultato, la sentenza (che è definitiva in quanto emanata dall’organismo superiore di giustizia amministrativa), sancisce, senza possibilità di fraintendimenti, che l’utilizzo delle apparecchiature elettromedicali, in riferimento al rischio per il paziente connesso al loro utilizzo, potrà essere effettuato dal fisioterapista solo ed unicamentese, all’interno del suo studio professionale è garantita, come negli ambulatori di FKT, la presenza del medico.

E non è tutto: il Consiglio di Stato affronta con una analisi articolata ed approfondita il tema dell’autonomia professionale del fisioterapista, affermando che la stessa deve pur sempre intendersi limitata ad una funzione essenzialmente esecutoria, rispetto alla diagnosi del medico fisiatra, che non ne permette autonomia se non all’interno di una equipe terapeutica,

Quale è stato il comportamento della Regione Sardegna in questo periodo?

Devo ammettere con rammarico che la mia regione, ad oggi, non ha messo in atto le procedure indicate dal giudice nella sentenza, nonostante le ripetute dichiarazioni di intenti in questo senso, rilasciate a seguito di numerosi contatti ed incontri sollecitati a questo scopo …….. e ci siamo trovati in una situazione di imbarazzo in quanto abbiamo avuto, in questi anni, da un lato un forte impegno dell’assessore perché si determinassero le condizioni per riaprire la scuola di specializzazione in MFR di Cagliari, basilare per la sopravvivenza della Fisiatria in Sardegna, e così è stato; ma di contro, c’è stata una strenua resistenza alla collaborazione per la soluzione delle numerose altre criticità afferenti alla nostra specialità: applicazione della sentenza del CdS, recepimento del PINDRIA, ma anche istituzione dei Dipartimenti e integrazione ospedale-territorio, PRI, revisione delle norme sull’accreditamento, superamento del NTP e dell’attuale tariffazione delle prestazioni. 

Quale pensi debba essere l’iniziativa sindacale a livello nazionale per estendere i risultati di questa azione e di questa sentenza a tutti gli ambulatori e a tutti gli studi professionali?

Va portata avanti un’azione a livello centrale, sul Ministero, come del resto il Direttivo SIMMFiR sta facendo, perché sia identificata una volta per tutte la specificità della Fisiatria, con le dovute puntualizzazioni sul nostro campo d’azione rispetto alle altre professioni dell’area riabilitativa, con una visione chiara e ben definita dei ruoli, competenze, attività, limiti e responsabilità di ogni singola professione,punti di forza per la crescita della nostra bellissima e appassionante disciplina.

Va inoltre portata avanti l’azione di informazione perché venga reso noto il comportamento negligente di certe amministrazioni e possano essere prese le giuste misure, a tutti i livelli e su tutto il territorio nazionale, a garanzia della tutela del cittadino che ha necessità di una presa in carico riabilitativa.

Denunciare i singoli casi è giusto, ma sicuramente determina uno spreco di energie e di risorse e che comunque non assicura una applicazione della sentenza su tutto il territorio nazionale, ed in questi anni ne abbiamo avuto la prova, con la ripetizione di azioni legali analoghe in diverse regioni senza che le une abbiano condizionato positivamente le altre. 

Sarebbe anche molto opportuno, a questo punto, affrontare il discorso della peculiarità della Fisiatria rispetto alle altre discipline mediche, evidenziandol’inadeguatezza delle ”affinità” o, addirittura, “equipollenza” di altre specializzazioni che non hanno diritto, a mio parere, a questo riconoscimento vista la carenza sostanziale riguardo l’acquisizione delle necessarie competenze nel loro corso di formazione universitario. 

Le azioni legali sono importanti ma sono sufficienti oppure serve un’iniziativa sindacale e politica in tutte le sedi opportune? 

Indubbiamente l’attività sindacale è fondamentale e determinante, supportata, quando è necessario, da un legale illuminato, preparato e con un pizzico di genialità che ci dia sicurezza nelle azioni legali che nostro malgrado dobbiamo portare avanti e, dai risultati sinora ottenuti, posso dire che siamo largamente garantiti dal nostro avvocato.

Cosa ti aspetti nel prossimo futuro? 

In Sardegna si sono svolte le elezioni regionali lo scorso 24 febbraio, da quanto è stato detto in campagna elettorale dallo schieramento che è stato eletto ci saranno diversi stravolgimenti che riguarderanno soprattutto la sanità. Faremo di tutto per essere presenti, come SIMFER Sardegna, nelle commissioni tecniche che si occuperanno di Riabilitazione per essere incisivi nelle decisioni future che ci riguarderanno.

A questo proposito ci tengo a precisare che siamo contrari che, sia a livello nazionale che a livello regionale, ad alcuni colleghi, per via di contatti personali, sia data la possibilità di rappresentare la nostra categoria pur non essendo stati eletti o nominati democraticamente a nostra rappresentanza e che spesso portano avanti argomentazioni nelle quali la maggior parte dei fisiatri non si riconosce, pertanto dobbiamo pretendere dalla Giunta e dal Governo di essere sentiti come rappresentanti SIMFER, indicati dalla nostra Società Scientifica, in virtù del fatto che diamo voce a idee già condivise all’interno dei nostri Gruppi di Lavoro e che hanno esclusivamente interesse nella tutela del benessere dei nostri assistiti e tutela della nostra disciplina

Ringraziamo Mauro per la consueta attenzione e disponibilitá e gli auguriamo di riuscire ad essere l’artefice della risoluzione di questa importante questione, per farla diventare una vera opportunitá sull’intero territorio nazionale a tutela sia delle Persone che si rivolgono al mondo della Riabilitazione, cosí come della intera Disciplina.

Domenico Uliano

Un commento:

  1. Paolo Scarparo

    Capacità Conoscenza Forza Pazienza Coraggio caratteristiche di un Professionista al servizio della Sanità Complimenti Dr.Piria.

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