L’Aquila: la Medicina Riabilitativa a 10 anni dal sisma


Grazie Domenico per l’invito a ricordare i 10 anni dal sisma della mia città.

Colgo questa occasione per andare in parallelo con quanto si è fatto e si sta facendo nella ricostruzione strutturale e quanto, nel nostro piccolo, è stato fatto dalla U.O.C. di Medicina Riabilitativa che mi onoro di dirigere.

Ho tre foto da proporre e che costituiscono il canovaccio di queste breve articolo…

La prima è scattata il 10 aprile del 2009 (tre giorni dopo il terribile sisma…) ed è fatta davanti la struttura lignea immediatamente allestita per la prosecuzione delle terapie destinate alla moltitudine di persone già in trattamento ed a quelle ferite nel terremoto stesso.

La seconda è con il mio amico fraterno David Antonio Fletzer e l’allora Direttore Generale Roberto Marzetti scattata davanti la tenda d’emergenza, messa a disposizione dalla Protezione Civile, e che è stata per alcuni mesi la sede della Direzione Generale della ASL… (sic!)

Questa seconda immagine mi è particolarmente cara perché a soli sette giorni dal sisma, la vicinanza prossima, tangibile di David mi ha fatto sentire la presenza di tutto il mondo riabilitativo italiano.

Infine la terza è quella che vi vede tutti insieme alla consegna dei fondi raccolti  con l’iniziativa RiAbruzzo e che hanno costituito l’incentivo economico iniziale per l’acquisto di un Erigo che oggi ci consente il trattamento avanzato di vari pazienti, sia in regime di ricovero che ambulatoriale.

Il gruppo di ciclisti, alcuni dei quali portatori d’handicap, coordinati da Paolo Boldrini, partirono da Treviso e tappa dopo tappa raccolsero in varie città fondi che furono consegnati mediante bonifico bancario alla ASL dell’Aquila! A quella cifra iniziale il Direttore Generale ne aggiunse una cospicua che mi consentì l’acquisto di un Erigo.

Ricordo ancora con commozione come percepii nitidamente la vicinanza tangibile di tutto il mondo riabilitativo italiano.

Nello stesso Congresso di Campobasso ebbi l’onore di ricevere il premio intitolato a Pasquale Pace (altro storico amico…) la cui assenza si avverte ogni anno di più!

A campobasso concepimmo tutti  insieme l’idea che quando c’è un evento catastrofico come quello vissuto qui a L’Aquila, ad essere necessarie non sono le chirurgie o altre branche, poiché non rimase un solo aquilano in città! Tutti vennero trasferiti negli alberghi sulla costa!

Fu presa in affitto una struttura clinica giudicata dagli esperti non a rischio sismico per la chirurgia generale ed ortopedica con 50 posti letto… inutile dire che non ci fu un solo intervento chirurgico e che quei 50 pl diventarono tutti codici 56 gestiti dal sottoscritto.

Da qui la riflessione sulla “Riabilitazione nell’emergenza” che sembrerebbe un ossimoro ma in realtà non fu e non è cosi…

Non posso limitarmi, in questo breve articolo, solo ai ringraziamenti…

Oggi l’U.O.C. di Medicina Riabilitativa e il ricostituendo Dipartimento di Riabilitazione mi consentono di abbinare due concetti fondamentali del nostro mondo professionale: il primo è che senza di voi la ripartenza sarebbe stata molto più complicata e difficile… e il secondo vede la Riabilitazione governabile, a mio avviso, solo attraverso l’istituzione del Dipartimento di Riabilitazione!

Come dire che …l’unione fa la forza!

Grazie! Ci avete ridato le ali e stiamo tornando a volare!

Giorgio Spacca

2 commenti:

  1. David Antonio Fletzer

    Carissimo Giorgio
    Domenico ha avuto una splendida idea nel chiederti il ricordo che hai fatto magistralmente di questo triste anniversario. Mi hai riportato indietro al 2009 ed alla grande partecipazione che abbiamo avuto per il grave terremoto a L’Aquila. Quando seppi della tragedia mi trovavo con il Segretario del Sindacato, Massimo De Marchi, a Venezia perché avevamo un appuntamento con il Direttore Generale di un importante IRCCS che aveva bandito un concorso che penalizzava i fisiatri a favore degli specialisti in neurologia e volevamo informarlo dell’ingiustizia fatta, cercando di convincerlo a tornare indietro (e dopo un garbato e duro confronto ci riuscimmo in quanto il concorso fu ritirato). Arrivammo all’incontro, richiesto appena sapemmo del bando, con la morte nel cuore e questo per il grande attaccamento alla tua terra ed alla grande dignità dei tuoi conterranei. Ti ringrazio per il ricordo di quel giorno passato con te fra le tende dell’ospedale e non scorderò mai la tenda che rappresentava la tua UOC e che poi ci ha dato lo spunto, come Società, ad avere una propria tenda per poter intervenire nelle zone di emergenza a dimostrazione che la Medicina Fisica e Riabilitazione ha un grande senso nelle calamità naturali per assistere le Persone con disabilità ma anche per cominciare un percorso riabilitativo per tutti i cittadini coinvolti dal disastro. Hai perfettamente ragione nell’aver ricordato la vicinanza di tutta la SIMFER a voi tutti a partire dall’iniziativa di Boldrini con RiAbruzzo che si concluse proprio a Campobasso in occasione del nostro 37° Congresso nazionale.
    Hai perfettamente ragione nel ricordare anche l’importanza del Dipartimento di Riabilitazione ed al riguardo voglio solo ricordare le parole del Piano di Indirizzo approvato nel 2011 dalla Conferenza Stato-Regioni e recepito da tutte le Regioni.

    “In considerazione della complessità dei percorsi assistenziali riabilitativi e della loro articolazione nell’ambito di diversificate tipologie di setting ospedaliero, extraospedaliero, territoriale, appare indispensabile un’organizzazione dipartimentale delle attività di riabilitazione.
    Il Dipartimento di riabilitazione fornisce la garanzia della realizzazione di un adeguato percorso di cura riabilitativo per tutte le persone che ne hanno bisogno e rappresenta lo snodo reale della Clinical Governance; al Dipartimento di Riabilitazione devono essere forniti gli strumenti per raggiungere obiettivi di qualità clinica ed organizzativa, nel rispetto delle risorse disponibili; devono inoltre essere attribuiti gli strumenti per gestire la sicurezza, la qualità, la politica di formazione del personale, l’audit, etc.
    A tal fine il Dipartimento di riabilitazione si fa garante di una forte integrazione organizzativa con i presidi privati accreditati eventualmente presenti sul territorio secondo i principi di efficienza ed appropriatezza.
    Nell’ambito delle scelte effettuate e da effettuarsi ogni regione stabilirà la tipologia organizzativo/gestionale del Dipartimento che garantisca la continuità fra ospedale e territorio.
    Nei singoli ambiti territoriali, l’impegno organizzativo prioritario del Dipartimento di riabilitazione è:
    – costruire progetti di struttura, di processo/percorso riabilitativo ordinati per dimensione e per gravità del bisogno di salute al quale rispondono;
    – costruire interfacce tra i vari attori del sistema della rete di riabilitazione;
    – progettare e costruire i segmenti carenti del percorso;
    – monitorare e salvaguardare i requisiti minimi di accreditamento (risk management per criticità di risorse di struttura, organizzative e di processo);
    – condividere tra i vari attori del sistema dei servizi un codice etico per la tutela delle situazioni di maggior criticità e per un utilizzo equo delle risorse per il bene comune.”

    Un abbraccio fraterno, sicuro che TORNERETE A VOLARE ANCORA PIU’ IN ALTO
    David

  2. Giorgio Spacca

    Ciao David, spero di rivederti presto!

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