VENTURI, l’ex medico che detesta I Medici

Che le vicende e la storia di ognuno condizionino le nostre AZIONI ED  affermazioni é cosa difficilmente dubitabile. Che l’assessore VentUri sia stato radiato dall’Ordine dei Medici di appartenenza é una certezza. Per cui verrebbe da dire che tutto si resolve in questo binomio dialettico. Ma, essendo stati abituati a non guardare soltanto il dito quando indica la luna, crediamo che il problema sia piú ampio e non si possa risolvere solo con una battuta.

Sentirsi dire che i medici sono diventati degli impiegati/burocrati o sentirsi apostrofare come percettori di lauti stipendi o che le ambulanze possono andare  sole solette con infermieri e senza medici in cerca di pazienti o che le anestesie qualche volta possono farle da soli gli infermieri ,rappresenta un problema ben piú omportante ed implica visioni organizzative distorte della sanitá. Giustificare poi tutto questo con un richiamo alla sanitá Americana, come esempio da seguire in tale new vision del rapporto tra le 27 professioni sanitarie,come ha fatto Venturi nella sua nota di chiarimento, é perfino peggiorativo rispetto alle affermazioni iniziali. Significa anche non conoscere ed ignorare le differenze strutturali dei due sistemi, non solo in termini organizzativi e di finanziamento, ma soprattutto in ambiti formativI, curriculari e professionali.

E proprio questi  chiarimenti giunti ieri e relative al suo intervento svolto al congressO FIALS, sembrano piú un accorgimento ispirato da necessitá po;itico-elettorali, che il frutto mature di una propria reale vision del problema.

“…..Penso che ogni professione sanitaria sia importante per la tenuta complessiva del sistema, ciascuna con le proprie peculiarità e senza sovrapposizioni…….. se oggi i medici sono costretti, loro malgrado, a dover adempiere anche a compiti amministrativi, spesso soverchianti, vuol dire che dobbiamo cambiare molto nell’organizzazione del sistema, e questo lo sento come un impegno preciso. E nel mio intervento ho spiegato come adesso ci siano le condizioni per cambiare……”

Se i Medici vivono in un Sistema sanitario, caro ex collegA Venturi, dove le pastoie burocratiche hanno impantanato tutto e sono costretti a muoversi nei labirinti delle scartoffie regionali, in un panorama ormai costituito da una costellazione di sanitá, con regole diverse e qualche volta in contrasto tra di loro. non é certo per una casualitá pervenutaci da un cloud celeste. 

É tutto frutto delle scelte politiche, prevalentemente amministrative  regionali, che proprio Venturi ed I suoi colleghi hanno imposto al mondo della sanitá.

Difficile, inoltre per noi Fisiatri,  non associare alle dichiarazioni dell’Assessore altre scelte che, in passato, hanno interessato anche ed in particolare il mondo della Medicina fisica e riabilitativa. Difficile non pensare ai LEA del 2001, che avrebbero seppellito per sempre il mondo della terapia fisica dal servizio sanitario e che ancora fanno sentire I propri effetti deleteri, se all’epoca non ci fosse stata una veemente reazione sindacale della categoria, . Difficile non pensare, anche oggi, ad I rischi connessi ai vari Decreti sulla Appropriatezza in riabilitazione che, se approvati, consegneranno la riabilitazione di persone con diSabilitá di origine ortopedica ad un indefinite mondo delle professioni sanitarie, relegandolo ad una riabilitazione di serie B, magari comunitaria tra case della salute e domicilii piú o meno protetti.

MA IN QUESTO SAPPIAMO CHE L’Assessore NON É MAI STATO SOLO, IN PARTICOLARE NELLA SUA REGIONE !.

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