TEMPO LIBERO

Oggi in prima pagina un articolo dedicato al tempo libero, con un opportuno ed implicito richiamo a seguire la rubrica che David Fletzer cura su questa rivista . Ovviamente, come sempre, commenti aperti a tutti i lettori.

RE LEAR con Glauco MAURI e Roberto STURNO uno spettacolo teatrale DA NONPERDERE

di David Antonio Fletzer

Mi scuso con i lettori di questa rubrica per l’assenza che ho dovuto fare da aprile 2019 ma ho avuto vari problemi che purtroppo non ho ancora risolto ma voglio segnalarvi lo stesso questo spettacolo teatrale, presentato al Teatro La Pergola di Firenze come PRIMA NAZIONALE il 10 gennaio 2020, ed ora sul palcoscenico del Teatro Eliseo fino al 2 febbraio da parte della compagnia di Glauco Mauri e Roberto Sturno per il Teatro della Toscana e con  la regia di Andrea Baracco.

Glauco Mauri, 89 anni, un GIGANTE del TEATRO ITALIANO ha iniziato a recitare in lavori shakespiriani nel 1952 nel Macbeth con la parte del Portiere ed è stato Re Lear nel 1984 e nel 1999 con entrambi le sue regie e sempre con Roberto Sturno nella parte del Matto mentre questa volta recita nella parte del Conte di Gloucester.

Da sempre ho amato respirare la polvere del Teatro al punto che nei mesi passati a Firenze in occasione del 73° Corso AUC sanità andavo spesso a La Pergola e la ritualità di questa forma d’arte mi è sempre piaciuta. Nella storia delle rappresentazioni teatrali ci sono alcuni spettacoli che rimarranno nella memoria degli spettatori affezionati come “Gli esami non finiscono mai” di Eduardo De Filippo nel marzo 1974,  specie lo spettacolo del 27 marzo quando Eduardo tornò a recitare all’Eliseo dopo aver subito un intervento con applicazione di un pacemaker cardiaco a causa di un malore avuto il 4 marzo mentre recitava, o “I Masnadieri” di Schiller con Gabriele Lavia, che curò pure la regia, Umberto Orsini e Monica Guerritore nel 1982 sempre all’Eliseo o la rappresentazione del lavoro Pirandelliano da parte della famosa Compagnia dei Giovani con Giorgio De Lullo, Romolo Valli, Rossella Falk ed Elsa Albani di “Sei Personaggi in cerca d’autore” del 1963.

Ebbene penso che anche questo Re Lear entrerà nella storia e chi lo avrà visto potrà dire IO C’ERO.

Certo sorprende come Shakespeare nel 1605 riusciva a descrivere magnificamente il senso dell’INGRATITUDINE delle figlie del Re Lear e la FALSITA’ UMANA per la bramosia del POTERE ,ben rappresentata da Edmund, il figlio illegittimo del Conte di Gloucester. Sentimenti e stati d’animo mai cambiati nella storia umana e tipici della nostra natura che però continuano a sorprendere nella vita quotidiana e sui palcoscenici di oggi e di domani.

Sono stati coinvolti in questa rappresentazione molti giovani che mostrano la loro possenza, bellezza ed atleticità giovanile in contrasto con la vecchiaia del Re Lear cifotico e con una voce bambinesca.

Le frasi del Matto al Re Lear, in occasione  della sua abdicazione verso le sue due prime figlie, “Prima di diventare vecchio dovevi diventare saggio” o “Una volta un passerotto ha cresciuto un bel cuculo nel suo nido. Quando è diventato grande, il cuculo ha staccato la testa al passerotto con una beccata sola.” sono un colpo al cuore.

Shakespeare sceglie come finale non certo un lieto fine, come forse oggi desidererebbe il pubblico cinematografico, con l’arresto del Re Lear e della figlia sincera e devota al padre, Cordelia, bilanciate però dalla morte delle altre due perfide figlie, Goneril e Regan, e di Edmund con il trionfo del fratello tradito proprio dal fratellastro e bandito, per le falsità riferite da Edmund, dal padre , conte di Gloucester.

Insomma due ore e 40 minuti che ti avvincono, nonostante si sia di fronte ad una storia di oltre 400 anni fa e ben conosciuta ma che ogni spettatore può benissimo riportare ai tempi nostri ed alla sua stessa realtà. Il tutto recitato magistralmente bene. Insomma una serata od un pomeriggio investiti bene perché Shakespeare ci aiuta sempre a riconoscere i nostri difetti in modo da aiutarci a correggere noi stessi, se ancora il nostro cervello e cuore non hanno perso quella parte positiva dell’umanità.

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