Analisi Critica dell’ANF alla proposta di legge della Regione Campania sulla “Onco-riabilitazione”

Anno: 2025 - Vol. 10 / Fascicolo: 20 / Periodo: lug-set

Autori:

Maria Pia Schieroni

ANF Associazione Nazionali Fisiatri


L’ANF (Associazione Nazionale Fisiatri), venuta a conoscenza della Proposta di legge della Regione Campania sull’ “Onco-riabilitazione” a firma dell’assessore  regionale Tommaso Pellegrino ( https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:2afb4529-6579-4331-8f83-0d338836e6d0 ),  ha ritenuto di prendere una posizione in  difesa di tutti gli specialisti in MFR con una lettera, qui riportata, indirizzata  al Presidente SIMFER Prof. Giovanni Iolascon, ai Consiglieri del CdP SIMFER e a tutti i Soci delle Sezioni SIMFER Oncologica ed Edema.  L’azione si è resa necessaria in quanto il testo di legge risulta essere in pieno dissenso col Piano di Indirizzo per la Riabilitazione del 2011 e non tutela il medico Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa, che deve redigere il PRI ed è l’unica figura medico-specialistica che ha la competenza e la responsabilità della diagnosi clinico-riabilitativa e delle prescrizioni delle singole terapie riabilitative, ivi comprese quelle farmacologiche e degli ausili specifici, nell’ambito di tutto il percorso terapeutico, tenuto conto soprattutto della complessità del percorso di malattia dei pazienti oncologici nelle diverse fasi della malattia e delle conseguenti gravi disabilità.    
Nel testo della proposta di legge, tra l’altro, si fa un chiaro riferimento all’assunzione di “figure specializzate in onco-riabilitazione”, ovvero in particolare a figure interdisciplinari formate attraverso percorsi formativi specifici.  Tale impostazione favorirebbe la creazione di percorsi paralleli e autonomi per fisioterapisti, logopedisti, terapisti occupazionali, ecc., senza garanzia che l’intervento venga integrato in un piano riabilitativo specialistico unitario, coerente e appropriato.
Inoltre, la definizione del termine “onco-riabilitazione” risulta essere in pieno contrasto col Piano di Indirizzo per la Riabilitazione, che afferma invece come la riabilitazione sia una disciplina “trasversale” ai diversi ambiti patologici, centrata pertanto non sulla “patologia” di cui è affetto il paziente, bensì sulla sua conseguente “disabilità” e favorirebbe la promozione di LEA specifici per “singola patologia” e non per tipologia di trattamenti riabilitativi e tantomeno di percorsi terapeutici.
Tenuto conto, pertanto, del rischio che tale impostazione creerebbe per tutti i fisiatri italiani, l’ANF sta valutando con la dovuta attenzione la proposta di legge Campana, onde adottare le azioni più idonee a garantire il rispetto delle normative vigenti e la tutela della corretta gestione dei percorsi riabilitativi dei pazienti.

L’Associazione Nazionale Fisiatri (ANF), venuta a conoscenza della proposta di legge della Regione Campania sull’ “Onco-riabilitazione”, ha ritenuto di dover prendere una posizione decisa a difesa degli specialisti in Medicina Fisica e Riabilitativa (MFR). In considerazione delle ricadute che tale proposta avrebbe sulla professione e sulla qualità del percorso riabilitativo dei pazienti, l’ANF ha preparato una risposta che si fa portavoce di un intervento sindacale fermo e convinto.

La proposta di legge, sebbene nasca con l’intento di rispondere a una necessità crescente di riabilitazione oncologica, non può essere accettata senza una riflessione critica su quanto contenuto al suo interno. In particolare, la proposta si distacca in modo significativo dai principi sanciti dal Piano di Indirizzo per la Riabilitazione del 2011, che prevede una riabilitazione trasversale e integrata, non suddivisa in “specializzazioni” patologiche. La frammentazione proposta rischia di indebolire l’approccio globale e multidisciplinare che ogni paziente oncologico necessita, con la perdita della visione d’insieme che solo il medico fisiatra è in grado di garantire, ma apre la strada a una gestione del percorso riabilitativo da parte di figure non medico-specialistiche, il che espone a gravi rischi la qualità delle cure, l’efficacia degli interventi e la continuità terapeutica. Questo rischio non riguarda solo i pazienti, ma anche l’intera professione, poiché la definizione di “onco-riabilitazione” e la promozione di figure specializzate sanitarie (non mediche) rischiano di creare confusione e di minare il sistema sanitario, privo di una chiara responsabilità professionale e medica.

Con queste premesse, l’ANF si sta attivando con la massima urgenza per valutare in dettaglio la proposta di legge e per intraprendere tutte le azioni necessarie a tutelare la professione, difendere gli specialisti in Medicina Fisica e Riabilitativa e garantire il rispetto delle normative vigenti. La nostra risposta, che si articola in un impegno concreto e determinato, è finalizzata a garantire che i percorsi riabilitativi dei pazienti vengano gestiti in modo appropriato, sotto la responsabilità diretta di professionisti competenti, e che l’integrazione tra le varie figure professionali avvenga nel rispetto della centralità del medico fisiatra.

E, di seguito, la lettera alla SIMFER

Total
0
Shares
1 comment
  1. Sono assolutamente d’accordo con voi. Io sono fisioterapista da 40 anni ho conseguito prima il titolo di terapista della riabilitazione negli anni 80 e successivamente mi sono laureata a Chieti con la riconversione del titolo. Io lavoro da sempre in assoluta collaborazione con fisiatria, ortopedici, oncologi, neurologi, ginecologi, tutte le figure professionali che seguono il paziente al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato per il paziente e solo ed esclusivamente per lui. Quindi non ho mai prevaricato nessuna figura professionale anzi lavoro da sempre in equipe multidisciplinare sia da dipendente che attualmente da autonoma in libera professione..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

Iscriviti alla Newsletter!