Capisco gli sfoghi del Presidente De Luca

Anno: 2021 - Volume 6 / Fascicolo: 3 / Articolo: 1 / Periodo: apr-giu

Autori: David A. Fletzer - Roma
Per citare questo articolo: Fletzer DA. Capisco gli sfoghi del Presidente De Luca. Fisiatria Italiana [Internet]. 2021 apr-giu;6(3):1-2. Disponibile su: https://www.fisiatriaitaliana.it/capisco-gli-sfoghi-del-presidente-de-luca

Si, da laziale che ha vissuto, in molte riunioni ministeriali, il complesso di far parte di una “Regione canaglia” rispetto alle due regioni virtuose del centro-nord, capisco gli sfoghi del Presidente della Campania De Luca, specie nella prima ed all’inizio della seconda ondata del Covid. 

Per anni abbiamo vissuto l’assioma che tutto quello che si faceva al centrosud era frutto di disorganizzazione, di corruzione per non parlare di una vera e propria intromissione della criminalità organizzata o nei migliori dei casi di atteggiamenti bizantini alla pari di altre pseudo-certezze degli anni 60-80 tipo che la cultura è solo a sinistra (ricordo sempre con nostalgia la famosa canzone di Gaber “destra-sinistra”). Non nego che spesso non sono errate queste valutazioni e basta pensare a come non vengono valorizzate adeguatamente stupende bellezze naturali o artistiche del Sud, anche se per esempio mi sono sempre piacevolmente meravigliato dell’efficienza sassone delle strutture turistiche a Positano o ad Ischia o in molte masserie pugliesi ma certamente l’elenco delle mete turistiche iperefficienti potrebbe essere lunghissimo. 

Da austroungarico a volte mi sono sentito più leghista del “Senatur” ma ho cercato di non farmi mai guidare dai pregiudizi anche se spesso li ho sofferti in riunioni nazionali, politiche o non, come dicevo prima. 

Mi sono rimaste sempre impresso le volte in cui alcuni funzionari ministeriali non volevano nemmeno sentire aspetti specifici o esperienze (vedi l’uso obbligatorio dell’ICF nelle strutture ex art. 26 per i loro pagamenti, o l’uso di una SDO riabilitativa per le degenze 56-28-75)della organizzazione sanitaria laziale e si rivolgevano sempre verso colleghi del centro nord (di solito dell’Emilia se il governo era di centrosinistra o della Lombardia se il governo era di centrodestra) per sapere come avevano affrontato il problema discusso, definendo il Lazio come una “regione canaglia”, che con la sua tipica alternanza fra Governatori di destra con quelli di sinistra è sempre stata considerata “nè carne né pesce”. 

Ora con le vicende covid (vedi anche la campagna vaccinale) si è compreso che tutto quello che luccicava non era oro e non lo dico polemicamente ma capisco benissimo gli sfoghi umani del Presidente De Luca, che rivendica a volte i risultati della propria Regione. 

Il giornalista scrittore Beppe Severgnini, che leggo sempre con piacere, si lamenta spesso che percepisce ultimamente un senso di aggressività verso la regione Lombardia e probabilmente ha ragione ma non voler vedere con umiltà che una sanità privatizzata al massimo con ospedali eccellenti ma un territorio poco presente non è certo una organizzazione ottimale per una sanità realmente efficiente, specie per affrontare urgenze come questa ma a volte indispettisce l’abitudine tipicamente italica di non avere il coraggio di riconoscere gli errori fatti (recentemente la Merckel ha dato una lezione a molti politici italiani). 

L’Italia non era preparata alla pandemia e sono stati compiuti molti errori come per esempio l’invio dei malati Covid o post Covid nelle RSA per non parlare dell’assenza dei dispositivi di protezione sufficienti e quindi non vi sono state regioni eccellenti e canaglia anche se certamente l’organizzazione delle vaccinazioni ha mostrato delle differenze organizzative inspiegabili ed inaccettabili dopo un anno di pandemia e sapendo da tempo la necessità di organizzare la piú grande campagna vaccinale. 

Purtroppo ho sempre ritenuto che la sanità é una cosa troppo seria per essere lasciata a 21 sistemi, specie in un mondo globalizzato e meno male che il desiderio di regionalizzare altri importanti settori della vita italiana (vedere il mio post del febbraio 2019 “VERSO UN ULTERIORE FEDERALISMO REGIONALE: non me piace sto presepe”) è stato bloccato perchè se dobbiamo a volte mal sopportare la filosofia del “mi manda Picone” è anche peggio immaginare che ci sia “mi manda Tonino ” , “mi manda Rosalia”, “mi manda Peppe” ….. 

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