Fisiatria “copy and paste”

Anno: 2022 - Volume 7 / Fascicolo: 6 / Articolo: 1 / Periodo: gen-mar

Autori: Domenico Uliano
Per citare questo articolo: Uliano D. Fisiatria “copy and paste”. Fisiatria Italiana [Internet]. 2022 gen-mar;7(6):1-2. Disponibile su: https://www.fisiatriaitaliana.it/fisiatria-copy-and-paste

Correva l’anno di grazia 2001, che in veritá non fu di grande grazia  per i Fisiatri, e noi eravamo davanti Montecitorio, spigolando tra i passanti,  a racimolare i parlamentari  giusti per cercare di rimediare al danno  che era stato giá fatto con il Decreto sui LEA, per il settore delle prestazioni ambulatoriali di Medicina Fisica e Riabilitazione.

Quando una manina fisiatrica aveva giá deciso  che la terapia fisica strumentale non servisse piú a gran che e cosí i soldini che si spendevano per curare le vecchiette con l’artrosi,  che  “intasavano” (scusate ma fu il termine realmente usato)  i Centri e gli Ospedali, per cui  sarebbe stato meglio destinarli  a cose piú serie.

Al Ministero dissero “che bello” e  furono ben felici  di ascoltare musica per le proprie orecchie e cosi, con gli applausi di un piccolo gruppetto di fisiatri ”copia e incolla”, inizió la demolizione della terapia fisica strumentale.

A poco valse ricordare le nostre origini,  i Servizi di recupero e rieducazione funzionale, la nostra storia, ed  a poco valse anche  ricordare a questi colleghi gli studi fati nei percorsi formativi di ognuno di noi, l’elettrodiagnosi di stimolazione o la cronassia e la reobase o il laser ad infrarossi o gli ultrasuoni e le tendinopatie o i problemi muscolari o le epicondiliti curate utilizzando la terapia fisica.

No niente da fare, il copia e incolla stava circolando nefasto tra le Regioni.

Qualcosa riuscimmo a recuperare tra sindacato ed associazioni, ma ormai la frittata era fatta.

Si decise cosí di consegnare la fisioterapia agli  studi privati ed un po’  abusivi dei fisioterapisti, di litigare con le case produttrici degli elettromedicali e di decretare che senza la chinesiterapia la terapia fisica strumentale non avesse piú alcuna efficacia. Amen.

Poi gli anni son trascorsi e qua e la qualcosa si recuperava, ma nel 2015 i Fisiatri diedero un altro illuminato parere: la terapia fisica strumentale si puó utilizzare, ma solo se eseguita a margine di una rieducazione funzionale e, soprattutto, puó  essere retribuita non più di quanto costi… altrimenti poi ci si fa l’abitudine ad usarla. Ed ora il macello é in Conferenza delle Regioni.

Parere illuminato ripreso subito da qualche fisiatra “copia e incolla” che, in attesa di presiedere qualcosa, sedeva stabilmente ai tavoli ministeriali.

Ma un altra storia cominciava ad aggirarsi pericolosamente nei corridoi ministeriali: la storia dell’appropriatezza   in riabilitazione.

Una storia di cui abbiamo iniziato a parlare su questa Rivista prima che tanti se ne accorgessero.

Anche di questa storia conosciamo i nomi delle manine che nel frattempo sono cresciute, e che, sotto dettatura, sono giá attive per smembrare i reparti di riabilitazione in reparti di organo, dando spazi e responsabilitá agli specialisti  d’organo e, qua e la, a qualche Fisiatra. 

Un po’ come il cacio sui maccheroni. D’altra parte, nella terra del buon cibo…

Serve a poco un pletorico gruppo tecnico se lo stesso sará impegnato, suo malgrado,  unicamente a decidere quali saranno le scale di valutazione utili e da impiegare nel periodo della sperimentazione annuale, se contemporaneamente l’impianto complessivo del Decreto sará quello giá scritto da tempo.

Ed é infatti notizia di questi giorni che due grandi gruppi privati sono giá all’opera. Due gruppi che hanno dentro illustri esponenti della fisiatria,  che adesso non sanno piú  se mostrare imbarazzo o far finta di niente.

Vedremo. Al momento la nebbia intorno a noi é ferma e grigia.

E nel frattempo i “copy and paste”crescono e continuano a far  carriera…..

to be continued…..

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4 comments
  1. Questa lettura mi ha fatto venire in mente il grande Gian Battista Vico ma mi auguro non Tafazzi!!!!!

  2. Caro Domenico è una vecchia storia. I guai creati, ahimè, non saranno più recuperati. Ho “paura” che anche la nostra figura specialistica pian piano sarà sempre più screditata.

  3. Ho 70 anni, sono in pensione da poco tempo, ho dedicato tutta la mia vita professionale alla Fisiatria.
    Dopo la lettura dell’articolo “copy end paste” oltre all’amarezza mi è venuta anche un po di angoscia!
    Possibile che tra i giovani adulti Fisiatri, non ci sia nessuno che si prenda a cuore questa nostra meraviglosa specialità!
    Riportando la Medicina Fisica e Riabilitazione dignitosamente al centro degli interessi sanitari !?

  4. Quando una specializzazione non è in grado di separare gli aspetti scientifici del proprio sviluppo dalla difesa sindacale di alcuni spazi economici. non dobbiamo meravigliarci se il decisori politico ne approfitta. Forse non ci si rende conto del conflitto di interessi fra il vantaggio di togliere le terapie fisiche dai LEA per darle al privato ( mi sbaglio o il costo in questo caso diventa multiplo del costo SSN?) ed il problema di portare i dati scientifici che ne avvalorino l uso a carico del Servizio Sanitario. Del resto se si sostiene una commistione fra sindacato e società scientifica finiremo per combattere (e perdere temo) battaglie difensive di retroguardia

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