Grande successo a Milano per il convegno ANF sulla “Gestione dell’Ambulatorio Specialistico di Medicina Fisica e Riabilitativa”

Anno: 2026 - Vol. 11 / Fascicolo: 22 / Periodo: gen-mar

Autori:

Mauro Piria

Vicesegretario nazionale ANF


Dopo il successo della prima edizione dell’Evento, organizzato dalla Dott.ssa Valeria Coco ad Acireale, il 24 gennaio a Milano, nella sede dell’Unione Artigiani della Provincia, si è svolto il convegno “Gestione dell’Ambulatorio Specialistico di Medicina Fisica e Riabilitativa”, dedicato a un tema tanto concreto quanto strategico: come rendere sostenibile, sicura, conforme e moderna l’attività ambulatoriale del fisiatra, tra adempimenti normativi, qualità organizzativa e nuove opportunità professionali. 

È stato, nei fatti, un evento “di sistema”: non un semplice corso ECM ma un momento di costruzione di cultura professionale e di rafforzamento identitario per la comunità fisiatrica. Per ANF il significato è netto: portare al centro dell’agenda non solo la clinica, ma anche le condizioni che rendono possibile una buona clinica: governance, appropriatezza, responsabilità, qualità, tutela del cittadino, con uno sguardo orientato al futuro e alla credibilità istituzionale della nostra disciplina. 

La determinazione della Dr.ssa Donatella Bonaiuti e la forza della squadra

Il successo dell’iniziativa porta una firma evidente: la determinazione e la visione della Responsabile Scientifica, Dr.ssa Donatella Bonaiuti, capace di trasformare un bisogno diffuso (orientamento pratico su requisiti, norme, rapporti con SSN/SSR e sostenibilità economica) in un progetto formativo organico e concreto. 
Accanto a lei, una squadra operativa coesa: Morena Ottaviani, Alessandro Manelli, Andrea Reggiani, Simone Bianchi, Valeria Coco, Mauro Piria, che ha garantito qualità, ritmo, accoglienza e un clima di lavoro autenticamente costruttivo. 
Ma il merito va esteso con forza a tutti gli organizzatori, relatori e partecipanti: il confronto vivo, le domande puntuali, l’attenzione fino alla chiusura dei lavori hanno reso evidente un dato. 

La fisiatria ha fame di strumenti, di chiarezza e di compattezza.

In apertura, un breve, ma doveroso saluto istituzionale, ha visto la presenza del Vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone, della Presidente CIU Gabriella Ancora, del segretario generale di Unione Artigiani Marco Accornero e del rappresentante dell’OMCeO Milano Fabrizio Gervasoni. Un segnale di attenzione che ha fatto da cornice a una giornata che, però, ha scelto subito la sostanza, entrando nel merito del “come si fa” e del “come si tutela”. 

Il momento inaugurale: Filippo Anelli, un messaggio vicino alla mission di ANF

Il punto di svolta emotivo e culturale della giornata è stato l’intervento inaugurale del Presidente FNOMCeO, Filippo Anelli. Il suo messaggio è risuonato con particolare forza perché ha toccato un nucleo essenziale, profondamente coerente con la mission di ANF, la medicina come infrastruttura civile di fiducia, capace di generare coesione sociale, equità e tenuta democratica.
Anelli ha richiamato il paradosso del nostro tempo, potenza scientifica e fragilità sociale, e ha ribadito che la sanità pubblica non è un costo ma un investimento strategico. Soprattutto, ha posto al centro la definizione rigorosa dell’atto medico, non riducibile a procedura e non “diluibile” in automatismi o logiche meramente economiche: diagnosi, prognosi e scelta terapeutica richiedono competenza certificata, responsabilità personale, autonomia professionale e relazione di cura. È un impianto valoriale che coincide con l’orizzonte culturale della fisiatria moderna: biopsicosociale, competente, responsabile, integrata, ma mai confusa nei ruoli.

Per ANF, questo passaggio è stato più di un intervento autorevole: è stato un riconoscimento implicito della necessità di una riabilitazione governata con chiarezza clinica e istituzionale, dove la qualità nasce dalla corretta architettura delle responsabilità.

Contenuti “utili”: norme, requisiti, ruoli, SSR e sostenibilità

Il programma ha mantenuto la promessa di concretezza.

La prima sessione ha messo a fuoco gli snodi che più incidono sulla pratica quotidiana: differenze tra studio professionale, studio medico, ambulatorio, studio associato e poliambulatorio (Mauro Piria); requisiti strutturali, organizzativi e tecnologici (Valeria Coco); e, tema sensibilissimo, responsabilità del direttore sanitario e del direttore tecnico, con implicazioni reali sul piano gestionale e medico-legale (Morena Ottaviani). 
Di particolare interesse anche i contributi su:

  • tutela dell’atto medico e ruolo dell’Ordine dei Medici, in una fase storica in cui la semplificazione amministrativa rischia talvolta di diventare semplificazione clinica (Fabrizio Gervasoni);
  • medicina di prossimità e integrazione con MMG e specialisti, con il tema della condivisione degli obiettivi e della continuità dei percorsi (Vito Pappalepore); 
  • i profili legali legati a gestione amministrativa e contenziosi, affrontati con taglio operativo (avvocato Alessandro Capuano). 

La seconda sessione, centrata sui rapporti con il SSR, ha portato l’attenzione sul “patient journey” dall’ospedale al territorio e sull’operatività nelle ASST e nelle strutture convenzionate: qui si è percepita chiaramente la direzione che la riabilitazione sta prendendo: territorializzazione, appropriatezza, percorsi, esiti, e quanto sia urgente che i fisiatri siano protagonisti, non spettatori (Fabrizio Gervasoni). 
Un intervento estremamente “utile” per i giovani colleghi: Simone Bianchi ha messo ordine, con chiarezza e taglio pratico, tra le opportunità lavorative per specializzandi e neospecialisti in MFR. Ha illustrato le strade concrete per iniziare (continuità assistenziale, sostituzioni MMG, Decreto Calabriae la recente possibilità di 8 ore/settimana di libera professione) e i percorsi post-specialità tra ospedale, specialistica ambulatoriale e libera professione.
Molto apprezzata la parte finale sui regimi fiscali, con un confronto diretto tra dipendenza e partita IVA: numeri alla mano, il forfettario può essere una leva reale di sostenibilità per chi parte oggi. Un messaggio chiaro: per costruire futuro servono competenze cliniche, ma ancheconsapevolezza professionale ed economica.

In terza sessione è stato apprezzato il contributo di Caterina Sottini ed Emanuela Facchi (ASST Spedali Civili di Brescia), che hanno portato un esempio concreto di organizzazione, PDTA, governance dipartimentale e integrazione ospedale-territorio. Dalla gestione delle liste d’attesa alla strutturazione dei percorsi, fino al focus sul Centro Osteoporosi con volumi rilevanti.
È emersa una lezione chiara: quando la riabilitazione è ben organizzata, diventa davvero infrastruttura di continuità di cura. E in questo scenario il fisiatra si conferma figura transdisciplinare, capace di tenere insieme clinica, rete e organizzazione.

Il contributo dei NAS: legalità, confini di competenza, tutela del cittadino

Un valore aggiunto, serio e non “di facciata”, è stato il contributo dei NAS di Milano.
Il messaggio è arrivato con chiarezza: la tutela della salute passa anche dalla correttezza dei percorsi, dall’autorizzazione/accreditamento e dal rispetto dei confini tra atto medico (fisiatrico) e atto riabilitativo (fisioterapico). In riabilitazione, questo si traduce in un principio tanto semplice quanto decisivo: senza diagnosi e prescrizione medica, si apre un’area di rischio clinico, organizzativo e giuridico. Il loro intervento ha dato concretezza a un punto che ANF sostiene da sempre: chiarezza delle responsabilità non è corporativismo, è sicurezza del paziente. 

I giovani colleghi: la linfa vitale

Il dato più incoraggiante, e forse più “politico” in senso alto, è stato vedere una numerosa presenza di giovani colleghi, specializzandi e neospecialisti: persone che chiedono orientamento, strumenti, prospettive. È un segnale potente perché dice che la fisiatria non sta solo difendendo il presente: sta costruendo la sua prossima generazione di leadership clinica e associativa. Per ANF questa è linfa vitale: non solo nuovi iscritti, ma nuove energie, nuove competenze, nuove domande che spingono l’Associazione a essere sempre più utile, riconoscibile e incisiva.

ANF-FNOMCeO: un’alleanza che si consolida

La presenza del Presidente FNOMCeO, Filippo Anelli, ha dato al Convegno di Milano un valore istituzionale e culturale speciale: un riconoscimento pubblico della fisiatria come presidio di appropriatezza, responsabilità clinica e coesione sociale. Essa si innesta sull’intesa nata nell’incontro ANF-FNOMCeO del 13 novembre 2025 a Roma, centrato su atto medico, confini di competenza, innovazione (inclusa l’IA) e modelli organizzativi territoriali. Sabato 24 gennaio, con la sua lectio inaugurale, quella convergenza si è ulteriormente rafforzata: parole e contenuti in piena sintonia con la mission ANF e con l’obiettivo comune di tutelare il cittadino, la qualità della riabilitazione e il ruolo del medico fisiatra nei percorsi di cura.

Un messaggio finale: ANF cresce dove si costruiscono competenza e comunità

Da Milano arriva un messaggio positivo: quando ANF investe in formazione pratica, rigore istituzionale, dialogo con gli attori del sistema (Ordini, MMG, SSR, forze di tutela) e valorizzazione dei giovani, l’Associazione cresce, in autorevolezza e in attrattività.

Questo convegno ha mostrato una direzione: una fisiatria moderna, competente, ben organizzata, rispettosa delle regole e capace di innovare.
È esattamente il tipo di futuro che ANF può e deve guidare.

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