Il tirocinio degli studenti di fisioterapia: criticità nei contesti non accreditati e valore della formazione multiprofessionale

Anno: 2026- Vol 11 / Fascicolo: 23 / Periodo: apr-giu

Autori:

Domenico Uliano



La Formazione all’origine delle disfunzioni del Sistema?

Il tirocinio rappresenta una fase cruciale nella formazione degli studenti di fisioterapia, durante la quale si consolidano competenze pratiche, capacità di valutazione e abilità relazionali. La normativa italiana e internazionale sottolinea l’importanza che tale esperienza si svolga in contesti strutturati, autorizzati e accreditati, in grado di garantire un ambiente formativo multiprofessionale e conforme agli standard di qualità.

Tuttavia, come evidenziato in diversi contesti, alcuni responsabili dei tirocini, talvolta fortemente orientati da logiche sindacali, indirizzano gli studenti verso studi professionali privati di singoli fisioterapisti, privi di accreditamento e non convenzionati con le aziende sanitarie locali. Questa prassi comporta diverse criticità:

  • Limitazione del confronto interprofessionale: lo studente si confronta quasi esclusivamente con un fisioterapista, perdendo l’opportunità di interagire con un team riabilitativo multiprofessionale.
  • Riduzione della qualità formativa: l’assenza di figure professionali complementari (medici fisiatri, terapisti occupazionali, logopedisti, psicologi, infermieri, ecc.) limita la comprensione globale del percorso riabilitativo.
  • Mancanza di supervisione clinica qualificata e aggiornata: nei centri ambulatoriali di Medicina Fisica e Riabilitazione (MFR) accreditati, la supervisione è garantita da professionisti con competenze certificate e costantemente aggiornate; negli studi non accreditati, ciò non è sempre assicurato.

È invece fondamentale sottolineare l’importanza del confronto con il team riabilitativo multiprofessionale.

Un centro ambulatoriale di Medicina Fisica e Riabilitazione accreditato include tipicamente il fisiatra, medico specialista responsabile della diagnosi e del Progetto Riabilitativo Individuale (PRI), e il fisioterapista, che opera nell’ambito delle proprie competenze professionali, oltre ad altre figure sanitarie.


Benefici del lavoro interprofessionale per lo studente

  • Approccio olistico al paziente: lo studente impara a considerare il paziente nella sua globalità, non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico e sociale.
  • Sviluppo di competenze comunicative e collaborative: impara a interagire efficacemente con professionisti di diversa formazione.
  • Comprensione del percorso riabilitativo integrato: acquisisce consapevolezza del ruolo di ciascun professionista e della sinergia necessaria per il successo terapeutico.

Sinergia tra fisiatra e fisioterapista

Nell’ambito della riabilitazione, la sinergia tra il medico specialista in fisiatria e le altre figure professionali, tra cui il fisioterapista, rappresenta un elemento fondamentale per l’ottimizzazione degli esiti clinici e per la formazione avanzata degli studenti.

La fisiatria, quale disciplina medica specialistica, si occupa della diagnosi, della valutazione funzionale e della gestione globale del paziente con disabilità o limitazioni funzionali, integrando conoscenze biomediche, neurofisiologiche e biomeccaniche. Il fisioterapista, professionista sanitario esperto nella terapia fisica e nel recupero funzionale, applica protocolli riabilitativi personalizzati nell’ambito del Progetto Riabilitativo Individuale.


Motivazioni supportate dalla letteratura scientifica

1. Approccio multidimensionale e personalizzato

La collaborazione tra fisiatra e fisioterapista consente un approccio multidimensionale che integra la valutazione medica specialistica con l’intervento terapeutico mirato. Il fisiatra è in grado di:

  • effettuare una diagnosi precisa e differenziale delle patologie neuromuscoloscheletriche e neurologiche;
  • valutare le comorbidità e le condizioni sistemiche;
  • prescrivere e modulare trattamenti farmacologici, strumentali e riabilitativi.

Il fisioterapista traduce tali indicazioni in programmi terapeutici funzionali, adattandoli in base alla risposta clinica e alle capacità residue del paziente.


2. Sinergia nella valutazione funzionale e nel monitoraggio

La collaborazione si estende alla condivisione di strumenti e metodologie di valutazione (scale di forza muscolare, test di equilibrio, analisi del cammino, valutazioni neuropsicologiche), consentendo un monitoraggio continuo e un adattamento dinamico del piano terapeutico.


3. Arricchimento culturale e formativo degli studenti

L’interazione tra fisiatra e fisioterapista crea un ambiente formativo ricco e multiprofessionale. Gli studenti possono:

  • accedere a una solida cultura medica specialistica;
  • comprendere le basi fisiopatologiche delle disabilità;
  • sviluppare competenze trasversali, come il ragionamento clinico multidisciplinare e la comunicazione interprofessionale.

4. Evidenze scientifiche

Numerosi studi dimostrano che i modelli di riabilitazione interprofessionale migliorano significativamente gli outcome funzionali, la qualità della vita e la soddisfazione del paziente (ad esempio nella riabilitazione post-ictus e nelle patologie croniche). Inoltre, la formazione interdisciplinare è associata a un miglior sviluppo delle competenze cliniche e a una maggiore preparazione professionale.


Conclusioni e raccomandazioni

  • Il tirocinio svolto in studi professionali non accreditati è insufficiente a garantire una formazione completa e multidisciplinare.
  • È fondamentale indirizzare gli studenti verso centri di riabilitazione accreditati e convenzionati.
  • Le istituzioni formative e le autorità sanitarie dovrebbero monitorare rigorosamente le sedi di tirocinio.
  • I modelli formativi basati sull’interprofessionalità sono supportati da solide evidenze scientifiche e rappresentano lo standard di riferimento.
  • L’affidamento esclusivo della formazione a un singolo professionista, in assenza di un reale contesto strutturato, può generare criticità nel percorso formativo e nel sistema sanitario.
  • A margine, ma non ultimo, si ricorda che gli studi professionali ottengono l’apertura sulla base unicamente di requisiti igienico-sanitari, per cui mancano le garanzie che invece sono richieste ad un Centro ambulatoriale di MFR, anche sotto il profilo del rischio ed inoltre questi Studi non possono erogare diversi tipi di terapie fisiche.

Riferimenti essenziali

  • Reeves S. et al. (2017) – Interprofessional teamwork for health and social care – BMJ
  • Zwarenstein M. et al. (2009) – Interprofessional collaboration – Cochrane Database
  • Hall P., Weaver L. (2001) – Interdisciplinary education and teamwork
  • Barr H. et al. (2005) – Interprofessional education
  • Zwarenstein M. et al. (2005) – Interprofessional collaboration effects – Cochrane

Normativa italiana

Accordo Stato-Regioni (201)

Linee guida MIUR – Ministero della Salute

Decreto Ministeriale 509/1999

Decreto Ministeriale 270/2004

Piano di indirizzo per la Riabi/itazione (2011)

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2 comments
  1. L’articolo richiama correttamente il valore del tirocinio in contesti qualificati, strutturati e realmente multiprofessionali, perché la riabilitazione non può essere ridotta all’azione isolata di un singolo professionista.
    La qualità della formazione pratica è decisiva per costruire competenze cliniche, capacità relazionali e visione integrata del percorso riabilitativo.
    Tuttavia, questa riflessione non può riguardare solo gli studenti di fisioterapia.
    Anche la formazione e il tirocinio degli specializzandi in Medicina Fisica e Riabilitativa devono essere rivisti e adeguati alla reale complessità della figura dello specialista fisiatra.
    Il medico specialista in MFR è chiamato alla diagnosi, alla valutazione funzionale, alla definizione del Progetto Riabilitativo Individuale e al coordinamento clinico del percorso.
    Il fisioterapista, a sua volta, deve essere formato in setting idonei, con tutoraggio qualificato e reale confronto d’équipe.
    Per entrambe le figure servono sedi formative adeguate, standard rigorosi e casistiche congrue.
    Non si tratta di contrapporre professioni, ma di garantire percorsi formativi coerenti con ruoli, responsabilità e competenze diverse.
    Solo una formazione seria, completa e multiprofessionale può rafforzare davvero la qualità del sistema riabilitativo.
    Su questo terreno occorre un confronto responsabile, concreto e libero da semplificazioni o spinte corporative.

  2. Caro Domenico
    sempre preciso e puntuale. Leggo sempre con viva attenzione le tue considerazioni.
    Claudio Puglisi

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