Le prestazioni ambulatoriali, il Minsalute ed i Fisiatri distratti… o “complici”?

Anno: 2022 - Volume 7 / Fascicolo: 6 / Articolo: 5 / Periodo: gen-mar

Autori: Alessandro Giustini
Direttore ospedale riabilitativo San Pancrazio - Arco (TN)
Per citare questo articolo: Le prestazioni ambulatoriali, il Minsalute ed i Fisiatri distratti....o “complici”? Fisiatria Italiana [Internet]. 2022 gen-mar;7(6):10-12. Disponibile su: https://www.fisiatriaitaliana.it/le-prestazioni-ambulatoriali-il-minsalute-ed-i-fisiatri-distratti-o-complici

Tutti conoscono l’evoluzione della Riabilitazione sul piano scientifico : evidenze sempre più ampie e solide che confermano l’importanza di cure  tempestive nelle fasi acute e sub-acute  rispetto ad ogni genere di disabilità derivante dalle più diverse  condizioni di salute, intensive ed in ambienti ospedalieri quando necessario ed appropriato.  Altrettanto  confermano l’importanza,  di cure  ambulatoriali  specificamente correlate nelle evoluzioni di queste  disabilità nel corso della vita dei pazienti ,  se possiamo dire  persino maggiore per non vanificare i risultati di quei primi interventi. Cure  ambulatoriali  finalizzate  anche a prevenire/contenere  aggravamenti che potrebbero , se non tempestivamente  affrontati, condurre a nuovi ricoveri ospedalieri.

Tutto questo è dimostrato dalle esperienze di tutti i Sistemi Sanitari ed ancora  di più è stato reso evidente in questo periodo in cui la Pandemia ha sottolineato l’importanza  senza dubbio prevalente per la tutela della Salute  dei Cittadini  di una  struttura  sanitaria distribuita nella Comunità efficiente ed  accessibile. Una struttura  adeguata ai  molteplici bisogni ,  in particolare a  quelli rapidamente  crescenti che sono originati dalle condizioni di cronicità delle patologie e delle disabilità, e dalle condizioni di fragilità che le  disabilità stesse producono e complicano.  Una struttura a “rete” con le realtà ospedaliere e che possa persino estendersi al domicilio dei pazienti per  ridurre al minimo anche le problematiche  familiari ed assistenziali  in ogni  realtà  sociale.

Peraltro abbiamo anche visto con chiarezza come nel nostro Paese  la gravissima carenza  di questa rete sanitaria nel territorio abbia aggravato le conseguenze della stessa Pandemia ed abbia in questi 2 anni parallelamente negato ai cittadini con disabilità persino la normale continuità delle prestazioni riabilitative  che potevano ricevere per i loro problemi.

Questa   negativa situazione è con grande  evidenza  uno degli effetti della pessima  gestione  del SSN degli ultimi anni da parte del Ministero e delle Regioni  : tagli continui dei finanziamenti  al Servizio Sanitario in ogni sua componente ed totale incapacità di comprendere  i cambiamenti epidemiologici già manifesti . 

Oggi le problematiche principali per la tutela della Salute provengono dalle cronicità e fragilità con la  riabilitazione che assume sempre maggiore rilevanza : peraltro sono problematiche facilmente  individuabili e gestibili se esiste la competenza e la volontà di farlo ma è senza dubbio  forte l’impatto organizzativo e finanziario che producono .

Le  attività di Medicina Fisica e Riabilitativa sono un esempio lampante di queste situazioni : – crescita  esponenziale dei bisogni in particolare nella vita dei cittadini perché possa  rispondere ai Diritti di Salute  ed Autonomia possibile “nonostante” malattie e disabilità; – crescita delle potenzialità scientifiche e cliniche di far fronte efficacemente a  questi bisogni sia nelle fasi di intensività ed acuzie ospedaliera che nelle fondamentali fasi di follow-up e mantenimento , – totale disattenzione  ed incompetenza dei decisori  ministeriali e regionali rispetto a  questi dati.

Questi elementi sono oramai parte  consolidata delle competenze  scientifiche e professionali dei Fisiatri italiani che operano nel sistema pubblico o privato e che si sono guadagnati un crescente  spazio di credibilità e fiducia  dai pazienti , nonostante le gravi inefficienze del SSN.

Uno degli elementi fondamentali di questa capacità della Fisiatria di fronteggiare positivamente  questa evoluzione epidemiologica con interventi efficaci è stata la indicazione , stabilita  oramai da anni anche dai documenti dell’OMS, della necessità di prendere in cura la persona con disabilità  come una entità unitaria per poter favorire il recupero  personale nel suo complesso, facendo sinergia di tutte le condizioni cliniche e potenzialità funzionali. In questo senso già molti anni fa il Ministero è stato ripetutamente sensibilizzato con proposte  concrete a modificare radicalmente e  finalmente la propria impostazione specie per le attività Ambulatoriali che sono l’elemento determinante per una efficacia “sociale e comunitaria” degli interventi di riabilitazione.

Purtroppo il nostro Ministero rimane  tutt’ora  immobile (sordo, cieco, incapace di attenzione e comprensione ?)  in una impostazione  del tutto inefficiente da un lato e del tutto  superata scientificamente dall’altro lato. Una impostazione da  sempre  focalizzata sulla frammentazione delle attività che dovrebbero  esser realizzate in questa “rete” territoriale: frammentazione a loro dire  giustificata da  esigenze ragionieristiche  di conteggio e controllo della spesa.

Controllo della spesa che è doveroso ma  deve esser però correlato ai bisogni crescenti e nuovi ed alla reale efficacia delle prestazioni. La frammentazione  invece  comporta  sia la impossibilità reale di controllo delle prestazioni nonché  l’incapacità  assoluta  di verificare la evidenza dei risultati ottenuti .

A tutti questi aspetti negativi si aggiunge l’aspetto economico delle tariffe  che qualche “scienziato” ha attribuito alle  prestazioni descritte nella bozza  recentissima di Decreto per le Prestazioni di Assistenza Specialistica Ambulatoriale.

Dalla Pagina 52  si possono leggere prestazioni che sono tariffate a valori veramente vergognosi sia per attività cliniche che di trattamento. 

Ad  es. non vi è neppure lontanamente una relazione con i costi minimi organizzativi , delle attrezzature e del personale che deve esser disponibile.

E’ un documento gravemente lesivo della Disciplina di Fisiatria ed anche lesivo del diritto dei cittadini di poter  ricevere all’interno del Servizio Sanitario pubblico le prestazioni adeguate ed efficaci per i loro bisogni di riabilitazione. E’ altresì lesivo delle figure  professionali dei molti  operatori  che sono impegnati in queste attività e che sono chiamati ad offrire   tutta la loro  capacità, formazione e serietà in scienza e coscienza  insieme al  medico specialista.

E’ anche un documento che contrasta  con ogni affermazione di appropriatezza, congruità, continuità delle cure, apertura al territorio con cui in questi mesi il Ministero riempie le sue comunicazioni pubbliche.   In particolare  contrasta con i grandi progetti del PNRR  sulla Sanità Territoriale che deve  esser  qualificata; progetti che speriamo non siano stati scritti solo per  ricevere finanziamenti  europei senza neppure  comprendere  cosa dovrebbero significare.

Mi auguro che nessuno dei colleghi che rappresentano la Fisiatria in ambito delle Società Scientifiche e delle Università  abbia  mai  condiviso ,appoggiato o  collaborato in alcun modo a queste  indicazioni . 

Se non ci saranno radicali cambiamenti il rischio è che la Disciplina non possa seriamente più far parte delle attività della Assistenza  Specialistica Ambulatoriale e che si debba pensare ad  una forte azione legale contro gli autori di questo scempio a tutela dei Fisiatri , di tutti gli altri professionisti impegnati in queste  prestazioni ed a tutela  dei diritti  sanitari essenziali dei Cittadini.

ALESSANDRO GIUSTINI

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  1. Dopo il decreto appropriatezza di cui abbiamo parlato per anni ora questo decreto sulle tariffe in Conferenza Stato Regioni con valori decisamente inferiori a quel 1€ al minuto calcolando onestamente i vari costi per la produzione della prestazione. Normale che alcuni Direttori Generali, preoccupati solo dei costi, chiudano settori ambulatoriali pubblici e che in alcune strutture private accreditate il datore di lavoro chieda ai fisioterapisti di dividersi in 4 o più a danno della prestazione che riceve l’utente e della professionalità dell’operatore

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