Agosto porta consiglio.
Sarà per la prossimità delle tanto agognate ferie, o per la stanchezza di un anno che per molti è risultato pesante e ricco di controversie, ma durante questo mese, che solitamente accoglie un pubblico un po’ sonnecchiante, spesso poco attento alle questioni importanti e più orientato verso l’accogliere gossip generalmente di scarso rilievo, be’ quest’anno stanno squillando le trombe di due notizie estremamente importanti per il mondo della riabilitazione.
Alcuni giorni fa, infatti, la FNOFI nel condividere la notizia della concessione del proprio patrocinio all’ennesimo corso di Ecografia muscolare per Fisioterapisti, ha emesso un comunicato che contiene molte affermazioni chiare ed esaustive sull’argomento. Infatti, pur ribadendo il concetto dell’autonomia del fisioterapista, ha ineluttabilmente affermato che l’ecografo può rappresentare uno strumento in più per il fisioterapista “nell’ambito delle proprie competenze professionali” (e questa limitazione riferita alle proprie competenze professionali viene ribadita per ben tre volte). Inoltre ha chiaramente specificato che il fisioterapista non può effettuare diagnosi né referti in seguito all’utilizzo dell’ecografo e che deve rapportarsi col medico in virtù del concetto dell’interdisciplinarità che caratterizza il mondo della Riabilitazione. Una presa di posizione questa che, a nostro modesto parere, dovrebbe porre fine a tutte le “diagnosi” e “visite” fisioterapiche: il Fisioterapista deve fare la propria valutazione prima di approcciarsi al paziente, ma la visita è esclusività del medico e, in ambito riabilitativo, dello specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione che esprime una diagnosi e struttura un progetto riabilitativo sul paziente prima di affidarlo, molto spesso, nelle mani del fisioterapista. Il Fisioterapista poi, in modo autonomo in base alle proprie competenze, decide con quale approccio metodico guidare il paziente verso gli obiettivi stabiliti dal Fisiatra.
Il giorno 8 Agosto 2025, poi, il Sole 24 ore pubblica la sentenza 29217/25 della Corte di Cassazione del 7 Agosto 2025 (https://i2.res.24o.it/pdf2010/S24/Documenti/2025/08/08/AllegatiPDF/29217.pdf).
In base a questa sentenza viene condannato il fisioterapista imputato di avere esercitato la professione di Fisiatra/Ortopedico avendo egli stesso effettuato diagnosi su un paziente ed avendolo sottoposto a trattamenti non prescritti dal Medico Specialista. “Viene consentita al fisioterapista il solo svolgimento anche in autonomia di attività esecutiva della prescrizione medica” si afferma con estrema chiarezza.
Finalmente una presa di posizione che, confidiamo, dovrebbe tacitare tutti quei personaggi che da troppo tempo ormai diffondono false informazioni, creando disorientamento ai pazienti e mettendone a serio rischio la salute.
Ci esimeremo dal commentare tutte le affermazioni che immediatamente hanno iniziato a circolare sui social nei vari gruppi di fisioterapisti, e che confidano in una presa di posizione delle loro associazioni (come se un’associazione avesse un potere legislativo superiore a quello dalla Cassazione!) o che suggeriscono di sostituire le parole “diagnosi fisioterapica” con “valutazione fisioterapica” (come se così la frase avesse un valore di sostanza diverso dal prendere in giro l’ignaro paziente).
Oggi, finalmente, possiamo affermare finalmente con il supporto definitivo della Corte di Cassazione che:
- la diagnosi e la prescrizione sono competenze esclusivamente del Medico,
- il Fisioterapista non è licitato dall’eseguire trattamenti se non a seguito di prescrizione Medica.
Il Fisioterapista è essenziale nel processo riabilitativo, ma è un pilota il cui ruolo è di condurre il paziente alla destinazione stabilita del Fisiatra. È un ruolo importante ed insostituibile, ma lasciamo la diagnosi e la prescrizione al Medico Fisiatra, in virtù della propria preparazione universitaria che, grazie a 10 o 11 anni di studi, gli ha fornito gli strumenti per essere in grado di effettuarle.
E, a questo punto, buon Ferragosto a tutti!