Immagina un mondo in cui il dolore, la sofferenza e le malattie non esistano più. Un mondo in cui il corpo umano è un tempio perfetto, sempre in equilibrio, sempre in armonia. In questo mondo, non c’è più bisogno di Medici come li conosciamo oggi, né di ospedali affollati o di lunghe attese per una visita specialistica e per una diagnosi.
Le patologie, quelle ombre che un tempo oscuravano la vita, sono scomparse come nebbia al sole. Non esiste più la paura di un malessere improvviso, né la preoccupazione per un futuro incerto. La salute è uno stato naturale e permanente, un dono che nessuno deve più conquistare o difendere.
Di questo scenario, i Fisioterapisti sono stati e diventano i nuovi custodi del benessere. Non solo aiutano a mantenere il corpo in movimento e in forma, ma assumono anche ruoli che oggi sembrano riservati a specialisti lontani e complessi. Sono loro a fare la diagnosi, a leggere le immagini delle ecografie, delle radiografie, delle risonanze magnetiche. Lo fanno con una naturalezza e una competenza innata, perché in questo mondo la conoscenza è accessibile a tutti e la tecnologia è così intuitiva da non richiedere anni di studio specialistico.
La semplicità regna sovrana. Risolvere un problema di salute è un gesto immediato, quasi banale, perché non c’è più nulla da temere o da combattere. Le cure costano dii meno e sono più semplici ; sono un atto di routine, un piccolo aggiustamento che riporta il corpo alla sua perfezione originaria, con un piccolo tocco osteopatico.
Questo mondo è più bello perché è più umano. Non è segnato dalla sofferenza, ma dalla cura continua e gentile di sé stessi e degli altri. È un mondo dove la scienza e la tecnologia si fondono con la semplicità e la naturalezza, dove la salute è un diritto universale e una realtà quotidiana.
In questo mondo ideale, la vita si celebra in ogni istante, libera dal peso del dolore e della malattia. È un mondo in cui la felicità non è un’eccezione, ma la regola.
Dunque finalmente un Mondo senza Medici, in cui la salute sarà demandata a questi nuovi Eroi ed al cui fianco svetterà un computer da cui farä capolino la testolina di una altrettanto nuova intelligenza……. ed a noi non resterà che continuarvi a raccontare, da spettatori un p’d stupiti, questa storia davvero incredibile…..
Un’ironia intelligente che non fa solo sorridere: mette il dito nella confusione (voluta o meno) tra ruolo, responsabilità e competenze. Discussione aperta: sarebbe utile sentire più voci qui sotto.
L’ironia dell’articolo fissa una fotografia contemporanea che richiede una riflessione : la costruzione e difesa della Salute (cioè come definita da OMS il Benessere individuale nel proprio contesto sociale, culturale, religioso, relazionale e psicologico oltre che biologico ) che è cosa molto diversa e molto più complessa della Sanità, richiede sempre maggiori azioni coordinate ed interventi sinergici nelle Comunità da parte dei Cittadini, delle Associazioni e da parte delle autorità responsabili (lavoro, istruzione, cultura, mobilità , comunicazione oltre che prestazioni sanitarie come del resto la impostazione dell’ICF ha indicato da molti anni a tutti, non solo agli Operatori sanitari. Sono necessarie molteplici competenze sanitarie ed in tutti quegli altri settori che sappiano comunicare e lavorare concordemente verso l’obiettivo comune di integrarsi avendo al centro la Persona ed i suoi Diritti.
Nel mondo specificamente sanitario (ma anche del resto nell’istruzione come nel mondo del lavoro )gli schemi a cui siamo stati abituati in passato debbono esser riconsiderati cercando di adattare nel modo più efficace le diverse competenze a questi bisogni che mutano e prima di tutto alla esigenza di saper lavorare insieme per finalità condivise. La tradizionale logica dei Silos molto forte nella sanità deve esser radicalmente modificata ; nessuno può pensare di occuparsi da solo di un organo o di una malattia (ed il dolore è senza dubbio un tema esemplare per la sua varietà di origini, manifestazioni e trattamenti )senza considerare la complessità della persona e la variabilità tra le diverse persone da prendere in cura . I Fisiatri da tempo hanno costruito su se stessi e sulla loro organizzazione di lavoro questa capacità sul piano clinico e della cooperazione (il Team ) verso altri medici e verso numerosi professionisti, non solo sanitari per offrire la maggiore completezza di valutazioni e di cure a tutti i soggetti in condizioni di disabilità transitoria o persistente per raggiungere il loro ottimale stato di “funzionamento”. La Medicina Fisica e Riabilitazione peraltro è proprio uno dei settori della Sanità in cui la costruzione dei percorsi verso la Salute è più urgente, complessa ma indispensabile ; e la ricerca medico- scientifica fortunatamente contribuisce grandemente a questa costruzione. Anche in altri settori si è manifestata questa positiva evoluzione come ad esempio in Oncologia o in Geriatria.
Mentre tutto questo avviene esiste un Professionista sanitario che partendo da una formazione e competenza specifica e oggettivamente limitata autoaccredita con grande arroganza se stesso di poter lavorare sempre e soltanto da solo in Riabilitazione , snobbando altri professionisti e medici specialisti, contrastando l’evoluzione generale di cooperazione, integrazione e confronto che sono elementi essenziali per la qualità, efficacia ed appropriatezza dei risultati. Non rendendosi neppure lontanamente conto che questa evoluzione del mondo sanitario è richiesta dai bisogni delle Persone e delle Comunità ed è parte integrante della innovazione culturale mondiale di questi ultimi anni. La fotografia ironica dell’articolo è quanto di più arretrato, negativo e gravemente erroneo si possa augurare a noi ed a tutto il mondo !