Il Macbeth al Teatro della Scala

Anno: 2021 - Volume 6 / Fascicolo: 5 / Articolo: 8 / Periodo: ott-dic

Autori: David Antonio Fletzer
Per citare questo articolo: Fletzer DA. Il Macbeth al Teatro della Scala. Fisiatria Italiana [Internet]. 2021 ott-dic;6(5):16-17. Disponibile su: https://www.fisiatriaitaliana.it/il-macbeth-al-teatro-della-scala

Questo anno la prima è stata un evento ancora più importante per la pandemia che ha colpito il mondo e specie il nostro Paese ed in particolare la Lombardia ma anche per l’ultima sua presenza in questa occasione del Presidente Mattarella e per la scelta di fare una edizione televisiva per i teleutenti italiani e stranieri, che certamente servirà a far conoscere ancora di più e meglio l’eccellenza italiana.

Non sono un melomane ma l’esperienza della prima alla Scala è una esperienza, specie questo anno, da vivere. 

Il Macbeth di questa edizione, secondo me, ha avuto il punto di forza certamente nei cantanti scelti ma specialmente nella regia (Davide Livermore), particolarmente della versione televisiva (Arnalda Canali). E se qualcuno non ha avuto l’occasione di vederlo consiglio di farlo su RAIPLAY o meglio ancora sul grande schermo, quando verrà portato al cinema, nell’ambito degli eventi artistici. Questa edizione trasferisce il lavoro di Verdi ai tempi moderni e sentendo il canto degli esodi scozzesi oltre una parete di reticolato si va immediatamente ai filmati, visti recentemente in televisione, fra la Bielorussia e la Polonia. 

La determinazione di lady Macbeth verso l’insicurezza del marito fa pensare su alcune sicurezze di certe giornaliste che si battono in modo vigoroso contro il maschilismo presente in molte professioni; vero ma penso che non ci sia una bontà di genere a senso unico.

L’ovazione verso il Presidente Mattarella fa capire la grande stima che il Presidente ha saputo conquistare in questi 7 anni e già molti si sono dimenticati che la sua elezione comportó la rottura fra Renzi e Berlusconi e che Di Maio nel 2018 chiese l’impeachment e molti comici all’inizio lo prendevano in giro per il suo carattere schivo ed ora tutti sono tristi per la fine del suo settennato. Come già detto la regia è stata eccezionale con vari effetti speciali, che nulla hanno da invidiare con i film holliwoodiani e che hanno riscosso un grande successo anche fra gli under 30 nella cosiddetta primina.

La storia di UOMINI, che si ritengono fatali e che si affidano alle previsioni di false indovine, che spesso dicono al dittatore quello che lui vuole sentire e che per raggiunge i propri obiettivi si comportano in modo ingiusto e brutale, al di fuori dell’etica umana, è ancora attuale. La scena di Macbeth e di Lady Macbeth che dopo i tre omicidi compiuti vigliaccamente lasciano il palcoscenico cantando, loro!?!, VENDETTA VENDETTA è quasi ridicola se purtroppo non ci ricordassimo scene analoghe nelle nostre vite a dimostrazione che da Shakespeare non è cambiato nulla sui valori intrinseci dell’UOMO.

Insomma uno spettacolo da seguire alla Scala, da rivedere in televisione o al cinema e da rammentare nella vita quotidiana sapendo che non sempre il dittatore viene eliminato da Macduff, fedele al suo Re Duncan, ucciso dall’usurpatore, ed al figlio erede Malcolm. 

La lealtà e la coerenza non sono virtù attuali ma “atteggiamenti strani”

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