ALIBI di Fabio Giallombardo

Anno: 2021 - Vol 6 / Fascicolo: 2 / Articolo: 4 / Periodo: gen-mar

Autori: David Antonio Fletzer
Per citare questo articolo:

In questo periodo di zone rosse e di cinema chiusi la lettura di libri è facilitato e così ho approfittato di leggere un libro regalatomi da un collega quando ero a Palermo. 

Il romanzo racconta della “mafia trapanese che differisce da tutte le altre mafie, siciliane ed italiane, che ha dato ad un’incredibile forma di ecomafia riciclando il denaro sporco costruendo pale eoliche che fanno assomigliare i paesaggi trapanesi a quelli del Nord Europa”. Si racconta di “una provincia molto arretrata, addirittura immobile, che però ospita la più alta intensità di banche dell’intera isola. A partire dagli anni ‘80 molte famiglie abbienti si erano affiliate a logge massoniche con nomi affascinanti e sensuali come Iside 2, Camea, Hiram, luoghi franchi dove politici, uomini d’onore ed esponenti dei servizi segreti potevano incontrarsi senza lasciare traccia.” 

Ma il romanzo, scritto in modo forbito da un autore che in effetti mostra chiaramente la sua principale professione ovvero l’insegnante di greco in un liceo classico marchigiano, tratta in effetti della trattativa Stato-Mafia e dell’omicidio del giudice Borsellino, come è emerso dalle motivazioni della sentenza della Corte d’Assise di Caltanissetta del processo Borsellino quater, di cui si è parlato pochissimo nei media nazionali, a parte il quotidiano Il Fatto, e trattato anche dalla trasmissione Report di Rai3 il 4 gennaio. 

Ma il romanzo raccontato dai 4 protagonisti è avvincente e ricorda fra l’altro il suicidio di Rita Atria di Partanna, a cui furono uccisi padre e fratello inducendola a diventare una testimone di giustizia in grande sintonia con Pietro Borsellino. Una ragazza di 17 anni che ha lottato pure con la madre per le sue scelte contro la mafia e che non ha retto al dolore, suicidandosi 7 giorni esatti dopo, per il barbaro omicidio del giudice, ucciso “non soltanto dalla mafia ma prima ancora condannato a morte dai servizi segreti deviati che proprio nella provincia di Trapani avevano da molti decenni un privilegiato rapporto con la massoneria e con le cosiddette famiglie d’onore”. Madre di Rita che ha pure orribilmente profanato la tomba della figlia e che non volle perdonarla neppure da morta. “Donna forse impaurita e pavida che voleva mostrare agli uomini incarcerati a causa di Rita che lei non c’entrava nulla con quella pazza figlia”. 

Il romanzo ricostruisce la trattativa Stato Mafia e mette in evidenza i rapporti fra la criminalità organizzata ed il livello politico siciliano e nazionale, che facilitò pure la nascita di un partito politico anche se i politici coinvolti sono stati più di uno e di vari partiti sia nella prima che nella seconda Repubblica. Penso che i parenti dei giudici, degli uomini dell’ordine e dei cittadini capitati nei luoghi delle stragi mafiose ed uccisi dalla organizzazione criminale non possono sentirsi tutelati da uno Stato che ha trattato sul 41 bis con coloro che erano in galera proprio per quegli omicidi. 

Il romanzo affronta anche degli accordi fra le principali strutture di criminalità organizzata: mafia, n’drangheta e camorra. Quando una di queste organizzazioni si sovraespone, come la mafia siciliana da decenni, ecco che cede parte dei suoi affari ad un’altra organizzazione come nella nostra società è avvenuta per la n’drangheta che ha incrementato a dismisura i suoi fatturati negli ultimi anni. Nonostante ciò “la mafia trapanese è l’unica costola di Cosa nostra sopravvissuta all’ondata di arresti degli ultimi 25 anni.” 

Certo un lettore si può sorprendere che tutto è rintracciabile in un romanzo anche se lo stesso autore precisa nelle considerazioni finali che “gli eventi relativi alle 4 voci narranti di questo romanzo, seppur talvolta mutuati dalla mia esperienza personale, sono stati rielaborati attraverso la mia fantasia e risultano pertanto fatti d’invenzione. Ma tutte le informazioni riguardanti la morte di Paolo Borsellino e i depistaggi di Stato sono frutto di un’ attentissima e scrupolosa documentazione e mi auguro che suscitino scandalo e curiosità da parte dei lettori, dal momento che invece la maggior parte dei media nazionali le hanno tenuto sotto silenzio. Spero che la lettura di questo libro possa scatenare rabbia e amore e spero contribuisca a smascherare gli alibi che impediscono a noi italiani di riprendere possesso della terra che ci è stata data in dote, la più ricca e bella del mondo.” 

Ora qualcuno potrebbe chiedermi ma che c’azzecca questo romanzo con un sito scientifico rivolto ai fisiatri. 

Forse sbagliando, penso che la FISIATRIA abbia il compito di essere sempre a favore delle persone disabili, lottando contro la discriminazione del diverso o del debole e l’ingiustizia e la corruzione hanno per loro vittime proprio i meno tutelati ed i più fragili. Se ci fosse meno evasione fiscale ci sarebbero maggiori risorse per chi ne ha maggiormente bisogno. E quindi, come in una vecchia pubblicità di una birra, concludo MEDITATE GENTE MEDITATE FISIATRI su dove in ogni luogo prevale la discriminazione, il non rispetto del merito, la corruzione, la protervia di pochi verso la massa/maggioranza silenziosa. 

David Antonio Fletzer 

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