RSA in crisi, a pagare sono gli anziani “Dimenticati nei letti senza personale”

Anno: 2022 - Vol 7 / Fascicolo: 8 / Periodo: lug-set

Autori: David Antonio Fletzer

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In questa estate in cui i cinema arrancano (ed é triste perché per me i film hanno senso solo nel buio delle sale cinematografiche e non sui divani di casa), i teatri sono chiusi (ma finalmente si delinea una stagione teatrale piena di novità dopo i quasi 2 anni di pandemia), la televisione è piena di repliche (consiglio per gli amanti dei gialli il canale 38 e 39 e nel primo il giovedì nel prime time la serie di Balthazar, brillante medico legale parigino, e nel secondo i Poirot del sabato sera) e i viaggi sono paralizzati da tutti i voli cancellati per mancanza del personale eliminato con la pandemia (tanto che, per esempio, la Lufthansa ha trasformato molti voli nazionali in trasferimenti in treno), la lettura rimane la principale attività per il tempo libero, ma, invece che recensire qualche libro, voglio soffermarmi su un articolo di la Repubblica apparso a pagina 15 mercoledì 24 agosto con il titolo come quello di questo post.

Dopo gli scandali avvenuti in quasi tutte le regioni nelle RSA durante la pandemia, ora la situazione sta precipitando ed infatti l’articolo ha come sottotitolo “scarsa igiene e casi di 3 operatori per 50 ospiti. Ma anche posti tagliati per fare fronte ai costi più alti di gestione”.

Si parla di 4500 RSA, in maggioranza private, con 300 mila ospiti non autosufficienti, di cui tanti con demenza, il cui costo medio per persona è di 3000€ per le strutture convenzionate.

L’articolo è veramente demoralizzante e se non dovessimo malignamente pensare che si cerca una “soluzione finale” della terza età meno protetta tramite un risparmio da parte dell’INPS delle rispettive pensioni e migliorare i bilanci regionali risparmiando il contributo di 1.500€ mensili (meno di quanto la Camera ed il Senato danno mensilmente per le spese di cancelleria ad ogni deputato e senatore), allora dovremmo dire che anche in questo caso non si rispetta il valore dei nostri ANZIANI.

Qualcuno dirà, a ragione, che il “mio parlare” di questo problema sociale è solo dovuto ad un “mio interesse specifico” e non lo nego, anche se da giovane medico ho sempre cercato di instillare nel personale sanitario il rispetto per i vecchi, osservando il differente comportamento che riscontravo come reazione ad una perdita urinaria al letto di un bambino ricoverato per lussazione congenita d’anca o per un PTC rispetto ad un anziano operato per frattura di collo femore o di artroprotesi d’anca per coxartrosi.

I costi generali, specie dell’energia, ma non solo, delle RSA sono aumentati e così si cerca di risparmiare riducendo il personale o diminuendo i posti letto.

Mi fa piacere sentire le iniziative presenti nei vari programmi elettorali per il 25 settembre a carico dei giovani e guai se volessi mettere gli anziani in contrapposizione ai giovani, ma certamente questa situazione delle RSA, mi strazia allo stesso modo di vedere anziani che dormono per la strada o che tendono la mano per chiedere uno spiccio di elemosina.

Nelle civiltà antiche gli ANZIANI con la loro memoria storica, che significava saggezza, erano il principale valore delle diverse Culture, mentre ora, nel mondo di giovani influencer ricchi di like e di euro, pensare che le forze dell’ordine hanno trovato cucine di 2 RSA della civile Pavia piene di blatte ci fa capire quale è la nostra epoca.

Nel Piano di Indirizzo per la Riabilitazione approvato nel 2011 non ci fu permesso di affrontare il grande problema della LUNGODEGENZA ovvero del codice 60, ma nonostante questo si cercò di far capire che una cosa è la LUNGOASSISTENZA a gestione medico/infermieristica ed altra cosa è la LUNGODEGENZA RIABILITATIVA affidata al fisiatra/fisioterapista/terapista occupazionale ed ovviamente anche al personale infermieristico. Non differenziare queste due diverse richieste con differenti codici ministeriali creava confusione e nella confusione ci perde sempre il paziente.

Ora una cosa è la lungoassistenza/lungodegenza riabilitativa altro sono le RSA ma sono aspetti di uno stesso problema ovvero l’invecchiamento e la sempre minore efficacia della grande rete sociale rappresentata dalla FAMIGLIA.

Mi si potrà dire che nel 2021 per la prima volta la vita media é diminuita, ma io vorrei che non venissero dimenticati i camion militari di Bergamo che rappresentano meglio di ogni parola l’Italia del 2020, e la TRISTEZZA e la DESOLAZIONE di quei giorni!

Dico questo perché ho capito da tempo che la memoria è ormai una capacità mentale quasi scomparsa sostituita dall’egoismo e dalla voglia di apparire/emergere rispetto alla massa. Consentitemi, allora di terminare con le parole del Vangelo di Luca dell’ultima domenica di questo caldo agosto 2022.

“Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cèdigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, ……… perchè chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».”

“Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti.” (Lc 14,1.7-14)

P. S. oggi laicamente ho letto questo aforisma di anonimo “Ci deludono sempre quelli a cui avevamo riservato un posto in prima fila”

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